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domenica 10 gennaio 2010

I dieci principi antirazzisti

Ciò che le cronache di questi giorni stanno riportando, ci richiamano ad un'integrazione che ancora non c'è, alla legalità che non viene rispettata, alla dignità umana che non trova il giusto riconoscimento.
Confesso che mi è difficile trovare da che parte sta il torto e dove la ragione. L'indignazione degli uni e la rabbia degli altri forse sono la conseguenza anche di disattenzioni istituzionali, di appelli e segnalazioni non presi in considerazione. Non voglio assolutamente dare una valutazione che non mi appartiene, ma di una cosa sono certa: negare la dignità a chi viene da un'altro Paese e a chi ha il colore della pelle diverso dal mio, è indegno di una società che si vuol definire civile.
Nel 1994, in occasione della Giornata mondiale della tolleranza e della lotta al razzismo (che si celebra il 21 marzo), il Ministero degli Affari sociali diffuse questo decalogo. Ve lo ripropongo.
  1. Creatività culturale e sviluppo della civiltà sono prodotti dell'incontro tra i popoli, non della separazione delle genti. La chiusura nei confronti dell'altro è all'origine del decadere della civiltà.
  2. La diversità non è mai assoluta, è relativa. Siamo tutti diversi rispetto a qualcosa.
  3. Ogni diverso è anche un simile. Molte più cose ci accomunano agli altri di quante non ce ne dividano: sul piano biologico, così come su quello psicologico, dei sentimenti e della ragione.




  4. Non bisogna aver paura di trovarsi simili nella diversità.
  5. Non tutto ciò che è diverso è di per se stesso buono, né tutto ciò che è diverso è di per se stesso cattivo.
  6. La diversità può anche essere una straordinaria ricchezza. Valorizzarne gli aspetti positivi non è un dovere solo delle istituzioni, ma per ciascuno di noi.
  7. La tolleranza è importante, ma non è sufficiente. Per costruire una società più giusta occorre simpatia e partecipazione.
  8. La difesa dei diritti degli altri assicura i diritti di tutti.
  9. Razzismo e xenofobia sono espressioni di paura e di ignoranza. Il rifiuto dell'altro è un modo per mascherare la propria debolezza e la propria invidia.
  10. Il pluralismo è una sfida da vincere per chi non vuole un'esistenza povera: la gioia si costruisce nell'incontro, la felicità ha il volto della novità e della sorpresa.

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