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lunedì 27 dicembre 2010

La convivenza possibile

Le violenze che in questi giorni sono state inflitte ai cristiani, nelle Filippine, Nigeria e Pakistan, hanno spinto il Papa a rivolgere un accorato appello affinché si abbandonino "le vie dell'odio per trovare soluzioni pacifiche dei conflitti e donare alle care popolazioni sicurezza e serenità". In diverse parti del mondo purtroppo essere cristiani costituisce ancora un pericolo.
Eppure la convivenza è possibile, deve essere possibile, come testimonia Muhammad Ibraim, imam  a capo del Comita­to provinciale per il dialogo interreligioso e per la pace nel Punjab.
Egli vive a Faisala­bad, dove predica nella sua moschea. Vi riporto alcune parti dell'intervista rilasciata all'inviato di Avvenire, pubblicata il 24 dicembre 2010.

«Biso­gna insegnare a imparare a convivere con gli altri, sen­za danneggiare il credo al­trui, ma rispettandolo. Però, affinché sia così, tut­te le religioni del Libro de­vono essere rispettare. An­che l’islam. Certe azioni e certi personaggi andrebbe­ro scoraggiati dal promuo­vere i falò del Corano o le vignette blasfeme. Tutto questo è sbagliato e non porta da nessuna parte. Crea soltanto il male e l’o­dio.(...)
Dobbiamo sconfiggere la povertà e far vincere l’i­struzione. Nessun credo al mondo insegna la parola terrorismo. Nessuna reli­gione al mondo spinge i propri fedeli agli attacchi suicidi, promettendo loro cose che non ci sono. Ma è proprio approfittando di quell’enorme bacino stra­bordante di povertà e igno­ranza che i capi del terrori­smo attingono a piene ma­ni e comandano la morte».
La sua moschea fa an­che da seminario religioso, e un’aula è stata dedicata a un vescovo cattolico, monsignor John Joseph, il vescovo della città, che sacrificò la vita in un gesto estremo pur di difendere un suo fedele ingiusta­mente accusato di blasfe­mia. 
Muhammad Ibraim ci tiene a sottolineare che una dedica simile probabilmente non esiste in nes­sun’altra moschea al mon­do.
Una bella testimonianza di convivenza possibile e rispettosa. Un esempio di come solo la conoscenza può combattere l'ignoranza e i pregiudizi, che sono di ostacolo alla costruzione della vera pace.

Benedetto XVI nella Moschea Blu

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