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lunedì 5 marzo 2012

Le leggi scritte e la legge di Dio

Antigone è un famoso dramma greco del 442 avanti Cristo.
La storia ci racconta di questa fanciulla che, contravvenendo ad un'interdizione emessa dal re Creonte, decide di compiere i riti funebri per il fratello Polinice. Portata di fronte al re, ella difenderà con tenacia la giustezza del suo gesto, sostenendo che «Ma per me non fu Zeus a proclamare quell'editto, né la Giustizia che dimora tra gli dèi. [...] Io seguo le leggi sacre e incrollabili degli dèi, leggi non scritte, di quelle io un giorno dovrò subire il giudizio. [...] E non credevo che i tuoi bandi fossero così potenti da sovrastare e sovvertire le leggi morali degli dèi!». La storia , trattandosi di un dramma, ovviamente finisce in modo tragico.
Ve ne parlo perché questa vicenda è ancora molto attuale e si collega a quanto stiamo trattando a scuola, cioè i temi della libertà e della coscienza secondo la dottrina della Chiesa.
Il dramma di Antigone è il dramma di tutte quelle persone o popoli che, nel nome di una ragion di Stato, vedono minacciata la dignità umana, il cui valore prescinde da qualsiasi decisione politica, economica e sociale.
Ai membri della commissione teologica internazionale, Benedetto XVI ha detto che "quando sono in gioco le esigenze fondamentali della dignità della persona umana, della sua vita, dell'istituzione familiare, dell'equità dell'ordinamento sociale, cioè i diritti fondamentali dell'uomo, nessuna legge fatta dagli uomini può sovvertire la norma scritta dal Creatore nel cuore dell'uomo, senza che la società stessa venga drammaticamente colpita in ciò che costituisce la sua base irrinunciabile. La legge naturale diventa così la vera garanzia offerta ad ognuno per vivere libero e rispettato nella sua dignità, e difeso da ogni manipolazione ideologica e da ogni arbitrio e sopruso del più forte".
Vi invito a leggere un estratto di “Antigone raccontata ai ragazzi” da Annamaria Piccione cliccando sull'immagine.

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