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mercoledì 30 marzo 2011

Risorse per creare attività educative

Il web offre molte possibilità per creare attività educative che meglio rispondano alle nostre esigenze. Tra gli esercizi e giochi che ho inserito nel blog, ce ne sono diversi costruiti con vari programmi trovati in rete.
In questo post ne presento alcuni.


Content generator
Content Generator è un'applicazione che permette di elaborare attività interattive. I programmi che vengono offerti gratuitamente sono: Multiple-Choice, Match-up, Fling the Teacher, Teacher lnvaders, Half a Min. Le attività possono essere utilizzate con la Lavagna Interattiva, perchè una volta create, le possiamo salvare in una cartella. Per avviare il gioco, basta cliccare sul file html o quello con estensione swf.
Cliccando sulle immagini, potete giocare con alcune attività che ho costruito con questo generatore di giochi.













Educaplay
Educaplay è una piattaforma che permette di creare diversi tipi di esercizi: dai cruciverba, agli esercizi di collegamento, oppure di ricerca di parole, o di relazione, per non parlare dei test. E' possibile insierire audio, testo e foto. L'iscrizione alla piattaforma è gratuita e possiamo inserire gli esercizi creati nel nostro blog, perchè di ogni attività viene fornito l'url e il codice embed. Un esempio di attività lo trovate qui.

domenica 27 marzo 2011

Ingenui o semplici?

La semplicità viene dal cuore, l’ingenuità dalla mente. Un uomo semplice è quasi sempre un uomo buono; un uomo ingenuo può essere un farabutto. Perciò l’ingenuità è sempre naturale, mentre la semplicità può essere frutto dell’esercizio.
(René de Chateaubriand) 

Per ingenuità si possono compiere le fesserie più grandi.
"Prof, non pensavo che il mio compagno ci rimanesse male per quello scherzo"
"Prof, ma veramente ci saremmo dovuti comportare in modo diverso?!!!"

La sprovvedutezza e la dabbenaggine di un ingenuo non sono una virtù. Diverso è invece il discorso sulla semplicità, che è una conquista che nasce da una purificazione della mente e del cuore.
Quante volte Gesù ci invita a essere semplici! 
Vi ricordate la domanda che fa il dottore della Legge? "Chi è il mio prossimo?", gli chiede. Anche noi, come lui, vorremmo che Gesù facesse dei distinguo, tanto da liberarci dalla nostra incapacità a riconoscere come prossimo chi ci ha offeso ingiustamente, oppure chi ci fa del male, o lo straniero che ha un'altra religione, oppure chi è un delinquente. Gesù ribalta la domanda: "Chi pensi sia stato prossimo di colui che è incappato nei briganti?" e cancella i ghirigori della nostra mente.
"Siate semplici come colombe", non ingenui.   
 

venerdì 25 marzo 2011

Canto il sogno del mondo


Ama
saluta la gente
dona
perdona
ama ancora e saluta.
Dai la mano
aiuta
comprendi
dimentica
e ricorda
solo il bene.
E del bene degli altri
godi e fai godere.
Godi del nulla che hai
del poco che basta
giorno dopo giorno:
e pure quel poco
- se necessario –
dividi.
E vai,
vai leggero
dietro il vento
e il sole
e canta.
Vai di paese in paese
e saluta
saluta tutti
il nero, l’olivastro
e perfino il bianco.
Canta il sogno
del mondo
che tutti i paesi
si contendano
d’averti generato.


David Maria Turoldo,  Il grande male, Ed. Mondadori

mercoledì 23 marzo 2011

Dalle Beatitudini all'Inno alla Carità: l'Amore come risposta

Il messaggio cristiano trova la sua sintesi nelle beatitudini. E' un messaggio di felicità, perchè beato vuol dire "felice te".
Certo che il modo di vedere di Gesù ci sorprende e sconcerta, perchè egli proclama un cambiamento radicale: la povertà diventa ricchezza, le lacrime gioia.
All'affannosa ricerca di felicità che caratterizza ogni essere umano, Gesù risponde proponendo una strada che non rientra tra le vie generalmente battute: niente denaro, niente successo, niente potere. La segnalitica della strada di Gesù ribalta tutto il nostro modo di pensare e sentire.
Guardate il video.



Gesù però non vuole che gli uomini siano degli alienati, ma chiede di cambiare il loro modo di intendere la felicità: questa consiste non nei beni effimeri, ma nel regno di Dio. Poi chiede di cambiare i modi per raggiungere la felicità: si deve andare controcorrente, vincendo l'egoismo, l'odio, il desiderio di potere.

Ascoltate cosa dice san Paolo:



Per i cristiani è l'Amore (quello annunciato e testimoniato da Gesù) la risposta ad ogni nostro desiderio di felicità.

lunedì 21 marzo 2011

Svegliarsi dal sonno della giustizia

Se è vero che il sonno della ragione genera mostri, dobbiamo sempre pensare che anche il sonno della giustizia ci può, per piccoli gradi quasi inavvertiti, precipitare nella mostruosa vergogna della camera a gas.
(Alessandro Galante Garrone, storico e giurista piemontese)

Così ha commentato queste parole Gianfranco Ravasi, nella sua rubrica Mattutino su Avvenire del 18 marzo 2011:
«per piccoli gradi quasi inavvertiti» la società precipita nel male, nella vergogna e nella perversione della stessa umanità. È proprio nell’inavvertenza impercettibile dei piccoli passi verso il basso che si nasconde il dramma del nostro tempo. Non si hanno atti clamorosi come una guerra o violenze estreme su intere classi sociali ridotte in schiavitù. È, invece, una goccia dopo l’altra che perfora la coscienza personale e collettiva, smagliandola fino al punto di renderla incapace di reagire all’ingiustizia o all’infamia. Si diventa non tanto immorali in modo consapevole e quindi capaci di un sussulto, quanto piuttosto amorali, sonnolenti appunto e indifferenti. E una volta precipitati in questa insensibilità, la voce della coscienza si fa afona o indistinguibile.

Gran brutta bestia l'indifferenza che nasce da una sorta di abitudine al male.

"Prof, ma tanto fanno tutti così!"
"Se non ti fai furbo, sono gli altri che si approfittano di te. Non è vero, prof?"
"O sei con loro, prof, quelli cioè che fanno il bello e il cattivo tempo, quelli che prendono in giro, che fanno i bulli, oppure sei messo tra gli "sfigati". Io preferisco stare con loro, anche se alcune cose che fanno non mi piacciono".

Eppure un giorno qualcuno disse: "Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia....", cioè beato chi non si adegua a ciò che non è giusto e che va contro la dignità umana.

Beati
Coloro che contro tutto rimangono giusti,
che usano la loro intelligenza
per dare a ognuno ciò che gli è dovuto:
coloro che armonizzano
azioni e pensieri
con la volontà di Dio,
che hanno la passione dell’uomo
e che pagano di persona
perché l’uomo più non sia
una merce che si compra e si vende:
coloro che si battono
perché egli possa vivere in piedi nella sua dignità.
da C. Singer, Pregare, Paoline


domenica 20 marzo 2011

Un aiuto ai ragazzi di seconda per la loro ricerca sui simboli

Per aiutare i ragazzi delle classi seconde nella loro ricerca, inserisco una serie di link in cui trovare informazioni.
Sul cristianesimo cliccate qui.
Per avere informazioni sull'islam, qui trovate l'altro link.
Le informazioni sull'ebraismo sono invece qui.
Le risorse sono in inglese, ma spero che questo non vi spaventi.

sabato 19 marzo 2011

Prof, ma Dio si è dimenticato di noi?

Nel libro della Sapienza è scritto: «...Dio non ha creato la morte, e non gode per la rovina dei viventi» (Sap 1,13). Nel catechismo della Chiesa cattolica si legge che in conseguenza del peccato originale «la creazione visibile è diventata ostile e aliena all’uomo. A causa dell’uomo la creazione è soggetta alla schiavitù della corruzione» (CCC 400) . Nella Gaudium et Spes (n.37) troviamo anche che «Tutta intera la storia umana è pervasa dalla potenza delle tenebre, lotta incominciata fin dall’origine del mondo, che durerà, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno». 
Chi crede non dice che Dio si è dimenticato di noi, ma prende sul serio il male, perchè dal giorno del peccato di Adamo il mondo è in un equilibrio precario, come in bilico. Il male scelto da Adamo è diventato il nostro male, alimentato da tutte le infinite violenze che ogni giorno si compiono nel mondo. Non c'è bisogno che vi stia a fare l'elenco di tutte le cattiverie di cui è capace l'uomo, dai grandi misfatti alle quotidiane sgarberie.
Questo male ha contaminato il mondo in cui viviamo ed è come se si fosse accumulato, così da esplodere anche nell'ostilità di cui la Natura è capace.
I cristiani però sanno che Cristo ha vinto la morte e per questo ogni volta, anche quando la disperazione potrebbe prendere il sopravvento, si ostinano a credere in un Dio più forte della morte. Con questa consapevolezza, rispondono al male con il bene, e con la forza che dona il Signore si impegnano a cambiare il mondo.
Dio non si dimentica di noi. E' che troppo spesso siamo noi uomini a dimenticarci dei fratelli, ciechi come possiamo esserlo in preda alla brama di potere, di successo, di tornaconto personale.
I cristiani sanno che solo il Signore ci può liberare dal male e che solo Lui può renderci capaci di costruire il Bene e di non cedere mai alla disperazione.
Per questo rivolgono la loro preghiera: "Padre nostro....liberaci dal male".

venerdì 18 marzo 2011

C'è sempre una ragione per vivere

Alessandro mi scrive, dopo aver letto il post con la frase di Bentham,"Prof aveva ragione, se fai qualcosa di bello nella tua vita, qualcuno ti ricorderà".
Ad Alessandro e a tutti quelli che si stanno interrogando sul senso da dare alla loro vita, dedico questo video.



La vita è preziosa, per se stessa.
Nessuno di noi tratta con banalità e superficialità le cose preziose: in genere le teniamo da conto, le proteggiamo, ne abbiamo cura.
La vita è ciò di più prezioso che ci è dato. Sempre, in ogni situazione.
A condizione che si sappia trovare il senso.
Ma quale senso?
Nel finale del video compare un indirizzo web in cui si possono condividere le proprie idee. E' in spagnolo (come il video), ma vale la pena dargli un'occhiata.

giovedì 17 marzo 2011

Buon compleanno Italia

Perchè oggi non c'è scuola?
Perchè festeggiamo i 150 anni dell'Italia unita. Proprio in questo giorno del 1861 il Parlamento proclamò Vittorio Emanuele II di Savoia primo re d’Italia.
Allora non ci resta che augurarci un "Buon compleanno", con l'impegno di rendere il nostro Paese ancora più unito e solidale.

mercoledì 16 marzo 2011

Ritorniamo a guardarci negli occhi

Vorrei proporre ai ragazzi di seconda un ulteriore contributo alle riflessioni che abbiamo fatto in queste settimane. Vivere con gli altri a volte è difficile. Nelle nostre classi, ad esempio, non c'è sempre un clima di serenità, perchè c'è chi fa confusione, chi prende in giro, chi non collabora. Eppure vi dico spesso che siamo tutti sulla stessa barca (anzi, sulla stessa atronave), per cui il bene di uno diventa il bene di tutti, così come il disagio di un altro si ripercuote su tutto il gruppo. E in questo caso nascono i malumori, le insofferenze, le divisioni all'interno della classe, tra quelli a cui piace fare "caciara" e gli altri che vorrebbero, perchè sentono di averne anche bisogno, un clima più sereno e di maggiore collaborazione.
Come sarebbe bello se ognuno si sentisse responsabile del successo dell'altro!
Ma neanche i grandi ci riescono!!! Anzi. Di quanti conflitti abbiamo sentito parlare in quest'ultimo periodo?
Ecco perchè, anche attraverso i lavori proposti a scuola, si è discusso di interazione e di dialogo. Ovviamente lo abbiamo fatto con i contenuti dell'insegnamento della religione cattolica, ma nascevano spontanee le riflessioni sul nostro essere comunità, sulla difficoltà nel dialogo tra le religioni e tra le diverse culture e tradizioni.
Vi lascio un pensiero tratto dalla rubrica "Mattutino" che Monsignor Ravasi cura ogni giorno su Avvenire.
"Noi apparteniamo a un orizzonte genetico comune, l’«umanità» appunto, che è il nostro «continente» di cui siamo una porzione. Invano abbiamo eretto le frontiere delle razze, delle classi, delle divisioni: noi rimaniamo tutti figli di Adamo, deboli e gloriosi al tempo stesso, capaci di infamie e di eroismi. Ed è per questo che dobbiamo combattere la grande tentazione di isolarci, perché da soli non bastiamo a noi stessi. L’autismo spirituale e culturale è un dramma peggiore di quello psicologico e guarirlo è un’impresa ardua.
Ritorniamo, allora, a guardarci negli occhi, a estrarre non la spada del duello ma la voce del dialogo, dato che tutti abbiamo una lingua paterna comune, quella dell’unico Creatore, iscritta nelle nostre anime e coscienze".
Pensiamoci su.

martedì 15 marzo 2011

Crea la felicità

Che senso dare alla mia vita? Per cosa lavorare, impegnarsi, se poi tutto ha fine?
Che pensieri profondi sono usciti l'altro giorno da una di quelle classi non sempre facili, dove spesso gli alunni vanno richiamati perchè chiacchierano, giocherellano, sembrano insensibili a tutto. A fatica, perchè di confusione ne fanno sempre tanta, si è parlato con serenità e disponibilità di come ognuno la pensava per cercare di trovare risposta a quelle domande.
Ho pensato di aggiungere qualcosa a quanto si è detto e, per stupirvi un po', non vi presento il pensiero di un santo (sarei troppo scontata, vero?), ma di un filosofo e giurista inglese, non certo uomo di Chiesa, ma piuttosto laico. Leggete cosa dice Jeremy Bentham:
"Crea tutta la felicità che sei in grado di creare, elimina tutta l'infelicità che sei in grado di eliminare: ogni giorno ti darà l'occasione, ti inviterà ad aggiungere qualcosa ai piaceri altrui, o a diminuire qualcosa delle loro sofferenze.
E per ogni granello di gioia che seminerai nel petto di un altro, troverai un raccolto nel tuo petto, mentre ogni dispiacere che toglierai dai pensieri e sentimenti di un'altra creatura sarà sostituito da meravigliosa pace e gioia nel santuario della tua anima".
Che ne dite? Ne riparliamo a scuola?
Meditate, ragazzi, meditate!!!

lunedì 14 marzo 2011

Sulle religioni monoteiste

Ai ragazzi delle classi seconde propongo un gioco per scoprire alcune caratteristiche delle religioni monoteiste. Una volta che avrete effettuato gli abbinamenti corretti, approfondite il significato dei segni proposti.
Cliccate sull'immagine per avviare l'attività, costruita con una delle risorse che ho trovato qui.

domenica 13 marzo 2011

Vicini agli amici giapponesi

Un sisma terribile, uno tsunami devastante.  Come non sentirci vicini al popolo giapponese che con dignità e compostezza sta cercando di far fronte a questa prova durissima.
Certo che, di fronte allo scatenarsi della Natura, l'uomo si ritrova a dover fare i conti con la propria impotenza.
Il Giappone è un paese che ha saputo investire moltissimo sulla prevenzione, tanto che un fenomeno così estremo in altre parti del mondo avrebbe fatto chissà quante vittime. Eppure di fronte allo tsunami si è potuto far poco. Siamo precari su questa Terra!
Eventi del genere dovrebbero autarci a riscoprire l'umanità che ci accomuna, a gettare le armi (non solo fisiche) con cui quotidianamente ci facciamo del male.
Non possiamo che sentirci vicini al popolo giapponese, ma dobbiamo anche ritrovare l'umiltà per non sentirci mai troppo arrivati, mai troppo perfetti, mai troppo nel giusto. Si cresce in umanità riconoscendo i propri limiti e impegnandosi a superarli. Si cresce in umanità se ci facciamo prossimi, se ci riscopriamo fratelli.

sabato 12 marzo 2011

I numeri e il loro significato: DODICI

Il numero 12 è un numero sacro: 4 (il mondo spaziale) x 3 (tempo sacro) = 12 (il tempo compiuto).
E' il numero della Chiesa universale.
Le 12 tribù d'Israele e la loro discendenza (Gn 25,33).
I 12 figli di Giacobbe.
Le 12 pietre dell'altare ricostruito da Elia, in ricordo dei 12 figli di Giacobbe (1Re 18,30-32).
I 12 apostoli.
Le 12 stelle della corona della Donna dell'Apocalisse (Ap 12).
Le 12 porte della Gerusalemme celeste (Ap 21,12.21).
I 12 mesi dell'anno: ciclo liturgico completo, con la sua spiegazione cosmica.
12 è anche il numero della Chiesa trionfante.



Tratto da "Tutto calcolato", Agenda dell'educatore ACR 2010/2011.
Continua......

venerdì 11 marzo 2011

Ancora un gioco sui Vangeli

Provate a verificare quello che avete imparato nel lavoro in classe, attraverso questo gioco. Cliccate sull'immagine per poter essere inviati a "Lo Spazio di profrel".

giovedì 10 marzo 2011

Un marzo di venti anni fa

Esattamente venti anni fa, nel giro di u­na settimana – tra il 5 ed il 9 marzo –, nella città di Brindisi giungevano oltre 25mila cittadini albanesi. Fuggivano dalla povertà e dalla disperazione, fuggivano con ogni mezzo possibile da un Paese che era in preda al caos e alla guerra civile. Ad accoglierli soltanto la gente e la Ca­ritas: chi raccoglieva vestiario e prodotti di prima necessità, chi invitava nei bar gli albanesi per una ricca colazio­ne; chi faceva la spesa nei supermercati, chi cucinava e distribuiva il cibo alle persone che vagava­no attonite per le stra­de. Proprio per non dimenticare la solidarietà di cui fu capace la popolazione brindisina,  la Caritas diocesana ha organizzato alcuni giorni fa una tavola rotonda sul tema "1991-2011. Accoglienza, convivenza, reci­procità". Certamente un bell'esempio di solidarietà che nulla toglie ad altre realtà del nostro Paese che stanno fronteggiando, proprio in questi giorni, situazioni simili.
Se ricordo questi eventi è per raccontarvi di chi, a distanza di vent'anni, può dire di avercela fatta, perchè si è inserito e si è costruito una vita nel nostro Paese. Cosetta, Niko e Gjoka sono oggi cittadini italiani. Arrivati come i tanti di allora, in un barcone carico di gente con il cuore spezzato, hanno visto la speranza diventare integrazione.
Se volete leggere la loro storia pubblicata su Avvenire del 6 marzo 2011, cliccate qui.

mercoledì 9 marzo 2011

Un cristiano che credeva nella tolleranza e nella libertà religiosa

"La mia battaglia continuerà, nonostante le difficoltà e le minacce che ho ricevuto. Il mio unico scopo è difendere i diritti fondamentali, la libertà religiosa e la vita stessa dei cristiani e delle altre minoranze religiose. Sono pronto a ogni sacrificio per questa missione, che assolvo con lo spirito di un servo di Dio. Ora vi è ancora molto lavoro da fare, dobbiamo affrontare sfide molto serie come quella sulla blasfemia. Cercherò di testimoniare, nel mio impegno, la fede in Gesù Cristo".

(Shahbaz Bhatti, ministro pakistano di fede cattolica, ucciso dai fondamentalisti il 2 marzo del 2011)

martedì 8 marzo 2011

A Maria nella Giornata della donna

Oggi è la Giornata della donna.
Devo dire che come donna guardo con una certa insofferenza la banalizzazione di questa giornata, che il più delle volte si riduce al regalo di un mazzo di mimose. Poi tutto resta come sempre: il lavoro a casa che continua a gravare sulle nostre spalle, la difficoltà nel conciliare la vita familiare e lavorativa, gli oltraggi e la banalizzazione che offendono il nostro corpo, e tante altre cose che fatico a mandar giù.
Comunque meno male che, almeno una volta all'anno, di noi ci si debba per forza ricordare.
Il regalo che vorrei oggi fare alle mie alunne, colleghe ed eventuali lettrici del blog,  sono alcuni passi tratti dal "Magnificat, un incontro con Maria"  di Alda Merini.
In Maria vedo le tante donne che piangono i figli caduti, perduti, lontani. Ma in Maria vedo anche la speranza che nasce dal sentire l'abbraccio dell'amore di Dio. A volte mi chiedo se noi donne siamo ancora capaci di portare l'amore, quell'amore che in Maria si fece Figlio e Salvatore dell'umanità.


Quando il cielo baciò la terra nacque Maria.
Che vuol dire la semplice,
la buona, la colma di grazia.
Maria è il respiro dell’anima,
è l’ultimo soffio dell’uomo.
Maria discende in noi,
è come l’acqua che si diffonde
in tutte le membra e le anima,
e da carne inerte che siamo noi
diventiamo viva potenza.





lunedì 7 marzo 2011

Essere stranieri è un'esperienza che ci tocca tutti

Mi sono imbattuta alcuni giorni fa in un'intervista a Enzo Bianchi che ritengo utile per approfondire il discorso che stiamo facendo (mi rivolgo agli alunni di terza) sull'ospitalità e l'accoglienza.
Nel nostro "viaggio" ci siamo imbattuti nell'esperienza di emigrazione che ha riguardato tanti nostri connazionali e nei testi biblici che ci hanno ricordato il dovere dell'ospitalità e dell'accoglienza. A tutto questo vi aggiungo alcuni passi di questa intervista, pubblicata su una rivista per noi insegnanti di religione, che si chiama "Insegnare religione" della editrice Elledici (numero di Marzo-Aprile 2011).
Mauro Goia e Giovanni Godio chiedono al priore di Bose:
- A proposito di mondi diversi. Lei ha scritto in un suo recente libretto, L'altro siamo noi che "essere straniero" fa parte dell'esperienza umana, di ogni essere umano, al di là e al di sopra delle contingenze politiche e storiche. Perchè?
"E' un'esperienza che ci tocca tutti. Ci sono momenti della vita in cui siamo stranieri a noi stessi, cioè sentiamo il nostro corpo o una parte di noi come qualcosa di estraneo. Non parlo solo delle circostanze della malattia: corpo e mente, a volte, camminano su strani sentieri di "stranierità". Non vorremmo percorrerli, ci troviamo su di essi senza sapere né come né perché. Ma dovrebbero almeno lasciarci inscritta una "memoria di stranierità" capace di aiutarci nel vivere sociale e, in particolare, nel confronto con il fenomeno dell'emigrazione nel nostro tempo".
- Un fenomeno che desta inquietitudini, paure.
"Dobbiamo tenere conto, certamente, del fatto che la "stranierità" desta paura: è la paura di chi incontra lo straniero come è la paura dello straniero. E' una paura che va guardata in faccia, che va assunta ma anche razionalizzata. Una paura che deve spingerci a trovare dei cammini creativi di convivenza. Cercando ciascuno di restare se stesso, di mantenere la propria identità, ma anche ricordando che le identità sono l'esito di attraversamenti creativi di culture diverse, etiche diverse, spiritualità diverse".
Alla domanda rivolta da due giornalisti su come creare integrazione, visto il fallimento dei "modelli" fino ad ora seguiti, Enzo Bianchi risponde:
"...attenzione, una vera integrazione, una vera accoglienza delle altre cultura non può restare semplicemente uno slogan generico, "amare gli stranieri", "accogliere tutti". Questa è ingenuità, un'ingenuità che è anche di molti cristiani. L'immigrazione va governata, l'integrazione deve trovare vie praticabili. E ognuno di noi dovrebbe partire non da un principo astratto, "amo e accolgo gli stranieri", ma dal particolare e dal quotidiano: come mi comporto con l'immigrato della via sotto casa, della porta accanto?".
Quanti spunti in questo stralcio di intervista! Forse i concetti affrontati vi sembrano difficili, ma non vi ci trovate qualcosa della canzone che abbiamo ascoltato a scuola?
Avremo modo di parlarne in classe.

domenica 6 marzo 2011

Mappe mentali e mappe concettuali

Ne abbiamo parlato a scuola alcuni giorni fa e nel sito dell'amico Luca ho trovato una spiegazione semplice e pratica. Ve la propongo.

venerdì 4 marzo 2011

Un gioco sui simboli cristiani e buddisti

Propongo ai ragazzi di seconda, che stanno lavorando sui simboli delle religioni, alcune attività che ho trovato nel sito "crickweb.co.uk". Le proposte sono in inglese, ma non penso che vi troverete in difficoltà.
La prima attività riguarda la religione cristiana, la seconda quella buddista.
Cliccate sulle immagini per avviarle.

mercoledì 2 marzo 2011

Anche voi foste ospiti in terra straniera

Ricordate Dt 10,19? "Anche voi - recitava il testo - foste stranieri". Ovviamente il brano si riferiva alla schiavitù degli ebrei in Egitto, ma stava ad indicare un dovere, ancora molto attuale, quello cioè dell'ospitalità e dell'accoglienza dello straniero.
Anche noi italiani fummo stranieri, in una terra lontana, oltre il mare. Alcuni di voi si sono trovati i loro trisavoli negli elenchi di Ellis Island, ma tanti altri si sono ricordati di parenti emigrati in Belgio, in Germania, in Lussemburgo.
Vi propongo alcune scene da un film che ha ripercorso la storia della migrazione italiana. Si tratta di "Nuovomondo" di Emanule Crialese.

La partenza


Il "test" di ingresso.


La condizione dell'emigrato non è mai facile; non dimentichiamolo.

martedì 1 marzo 2011

Liberaci dal nostro male

Le maschere ci ricordano che è carnevale. Ma sento poca voglia di fare festa. Una ragazza, che per età sarebbe potuta essere una mia alunna, non c'è più. Le è stato tolto questo Carnevale, ma anche il Natale, perchè è dal 26 novembre che mancava alla sua famiglia, ai suoi amici, ai compagni di classe.
Non possiamo che stringerci ai suoi genitori e ai fratelli in un abbraccio silenzioso e rispettoso di questo grande e indicibile dolore.
Ci chiediamo tutti perchè, come, chi, in un misto di rabbia, amarezza e delusione. Ma questa brutta vicenda, come purtroppo tante altre, richiede da parte nostra un grande sforzo nel non sottovalutare mai il male, a cui a volte (quasi a non volerne fare i conti) diamo il nome di psicosi. C'è qualcosa di più in questo abisso che si apre di fronte ad una vita spezzata.
Vi lascio le parole di Marina Corradi, nell'editoriale di Avvenire del 27 febbraio.
"L’ultimo mistero è questo male che abbiamo addos­so, e tanto più quanto ce ne crediamo salvi; e quan­to possa sugli uomini, e di che sia capace. Amiamo dimenticarci, del nostro originario male. Dimenti­carcene fino a non capire più che bisogno c’era di un Dio che morisse in croce per salvarci. L’abisso aper­to su un campo in questo freddo inizio di primave­ra ci ricorda quanto profondo è il male. E non ca­piamo e pretendiamo di capire, e dubitiamo di Dio davanti a una bambina uccisa. Servisse almeno, que­sto strazio, a suscitare una disarmata preghiera, pa­role umili di figli che i nostri figli non devono disim­parare: liberaci, Padre, dal nostro male".