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Visualizzazione dei post da Novembre, 2012

Mai più la pena di morte

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La Comunità di Sant'Egidio ha organizzato il VII Congresso internazionale dei Ministri della Giustizia “Per un mondo senza pena di morte”.
Vi riporto l'articolo pubblicato su Avvenire del 28 novembre, a firma di Giovanni Ruggiero.
Basterebbero storie come quella di Marat Rakhmanov per opporsi alla pena di mor­te. A 28 anni, questo giovane russo finì nel braccio della morte accusa­to di un duplice omicidio che non a­veva commesso. Un abile avvocato lo strappò dalle mani del boia. A­desso porta la sua testimonianza al VII Congresso internazionale dei mi­nistri della Giustizia, «Per un mon­do senza pena di morte», voluto dal­la Comunità di Sant’Egidio che da anni si batte per l’abolizione nel mondo della pena capitale. A Roma sono presenti i ministri di venti Pae­si. Alcuni di questi prevedono la pe­na di morte ma hanno applicato u­na moratoria, come lo Zimbabwe, a­bolizionista de facto. Significativa la testimonianza del ministro di que­sto Stato, Theresa Makone, che cita le paro…

Restiamo amici. Parliamone!

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L'articolo di Daniele Novara, pubblicato su Popotus del 27 novembre 2012, ci offre alcuni spunti per riflettere su come possa far bene litigare bene.
«Meglio darle che prenderle!» e allora ti getti e cerchi di mettercela tutta per buttarlo giù, ma quello è più arrabbiato di te e ti stende davanti a tutti. E allora pensi «La prossima volta gliele suono che poi la smette di rompermi». E allora lo aspetti e gli dici: «Hai paura perché sei una gallina senza penne e voglio dartele». Lui ti guarda e hai l’impressione che ti voglia prendere in giro. Lo sguardo è di superiorità e non lascia molti dubbi sulle sue intenzioni. Allora non ci vedi più dalla rabbia e ti avventi su di lui, lo getti per terra e lo riempi di pugni. Alla fine lui ti guarda sbigottito come se non avesse immaginato che eri proprio tu quella furia. Se ne va con la coda fra le gambe, ma sai già che la prossima volta tocca a te e che non ci sarà neanche il tempo per gustarsi questa soddisfazione. Allora pensi: «Anche li…

Il Credo: semplice commento al Simbolo apostolico

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Nell'Anno della Fede stiamo approfondendo la riflessione su cosa significhi essere cristiani e quali sono i fondamenti del loro credo.
Fin dai primi tempi della Chiesa la fede cristiana è stata sintetizzata in brevi formule che vanno sotto il nome di «professione di fede›› o «Credo››. La più antica e anche la più semplice formulazione della fede cristiana è il Credo o Simbolo degli apostoli; ma altre sintesi sono state fatte nei primi concili, come il Credo niceno-costantinopolitano (381 d.C.), uno dei testi più importanti del cristianesimo.
La fede in un Dio unico ma in tre persone - Padre, Figlio, Spirito Santo(Trinità)- è al centro della fede di tutte le Chiese cristiane (cattolica, protestante, ortodossa): chi non crede che Gesù è pienamente uomo e Dio e nel mistero della Trinità non può essere considerato cristiano.
Vi riporto un breve commento agli articoli del Credo (tratto dal libro di testo Religione 2.0) che segue il  Simbolo degli Apostoli, che trovate cliccando qui.

I cavernicoli erano più intelligenti di noi?!!!

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Leggo su Popotus del 15 novembre 2012:
«In barba all’evoluzione della specie, stiamo diventando sempre più stupidi. Almeno secondo gli scienziati dell’Università Stanford, convinti che la nostra intelligenza sia in costante diminuzione poiché non ne abbiamo più bisogno per sopravvivere. I ricercatori sostengono che stiamo perdendo le nostre capacità intellettuali – assieme a quelle emotive – perché, mentre millenni fa essere intelligenti poteva fare la differenza tra vivere e morire, oggi si sopravvive tranquillamente anche senza tutte le cellule grigie all’erta. All’origine della storia dell’uomo l’intelligenza era fondamentale per la sopravvivenza, ma, con il mutare delle condizioni ambientali, abbiamo cominciato a perdere lentamente terreno, dicono i ricercatori».
Devo confessarvi che, da qualche anno a questa parte, anche io ho cominciato a dubitare dell'intelligenza delle giovani generazioni. Non me ne vogliate, ma ci sono momenti in cui, mentre guardo il modo di comportarsi…

Classi prime: un gioco per il ripasso

Propongo un gioco per ripassare alcuni contenuti affrontati.
zondle - games to support learning
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Un esercizio di ripasso per le classi terze

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Nel nostro percorso che ci sta facendo conoscere alcuni personaggi e la loro ricerca di felicità, abbiamo incontrato, per ora, Pinocchio, i due figli della parabola del "Figlio prodigo" e il Buddha.
Vi propongo un test per verificare le vostre conoscenze.

Cliccate qui per svolgere il quiz.

La Bibbia: il grande Codice della cultura occidentale

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Nel campus di Toronto, fra i praticelli dove scoiattoli bruni o castani passeggiano arrampicandosi sugli alberelli, un distinto signore siede sulla panchina, con gli occhiali un po’ abbassati sul naso, tenendo aperto un libro tra le mani, tolto da una pila che tiene accanto. È Northrop Frye, o meglio la statua di bronzo del grande critico scomparso nel 1991, autore del saggio che ha reso familiare a un largo pubblico la promozione della Bibbia a 'grande codice' della cultura occidentale. Non si può resistere alla tentazione di sedersi accanto a lui, sulla panchina, per una foto ricordo, ma anche per spiare se il libro bronzeo sia aperto su un salmo o su una parabola, sulla storia di Giobbe o sull’Apocalisse, o sulle loro riscritture nelle letterature moderne. Non stupisce che l’università di Toronto, in cui ha esercitato il suo magistero, abbia dedicato un convegno al rapporto tra letteratura italiana e religione. Toronto non è solo la maggior metropoli del Canada: con i suoi …

Chi ha rubato il Natale e il resto?

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di MIMMO MUOLO su Avvenire del 09/11/2012

Qualche tempo fa mio figlio Giuseppe mi ha chiesto: «Papà, ma Natale non è la fe­sta di Gesù Bambino?». «Certo», gli ho risposto. E lui prontamente: «Ma allora perché quasi tutti parlano di Babbo Natale e così poco di Gesù Bambino?». Confesso che la do­manda mi ha spiazzato, anche per­ché i bambini, si sa, hanno una ca­pacità di guardare le cose che noi a­dulti, per rispetto delle cosiddette convenzioni sociali, per superficia­lità o semplicemente perché in quel momento stiamo facendo altro, spesso e volentieri perdiamo. Così, in quel periodo prenatalizio di qual­che anno fa, ho co­minciato a guardar­mi intorno, a osser­vare meglio la realtà (televisione, giorna­li, pubblicità, discor­si della gente e quant’altro) e mi so­no accorto che l’o­biezione di mio figlio aveva un qualche fondamento. Emer­ge un fenomeno so­cio- culturale di vaste proporzioni che toc­ca, purtroppo, non solo il Natale, ma an­che le altre principa­li feste cristiane. Acca…

Il viaggio come metafora della vita

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«È metafora dell’infinito andare ver­so: verso se stesso, verso gli altri, verso la vita. Sempre alla ricerca di un approdo, di un luogo in cui fare esperienza della bellezza di vivere. E l’incontro con 'ogni al­tro' comporta un viaggiare, un andare, un cambiare. E questo o­gni uomo lo sa. E come il viaggio ci porta lontano per farci essere più vicini, la relazione con l’altro ci porta lontano, ad uscire da noi stessi per farci essere più vicini». (monsignor Mario Lusek, diretto­re dell’Ufficio Cei per la pastora­le del tempo libero, turismo e sport)

La capacità creativa dello sguardo

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Tratto da Alessandro D'Avenia in "Noi. Genitori & Figli", supplemento di Avvenire del 28 ottobre 2012.

 «(...)Un bambino lasciato senza parole o gesti di affetto muore o impazzisce. Un adolescente privato dello sguardo dei genitori é orfano di quegli occhi che consentono di accettarsi nella sua unicità, fatta di punti forti e punti deboli. L'uomo ha bisogno dell'uomo per diventare tale.(...) C'e una capacità creativa nello sguardo umano, come quello di Michelangelo sul blocco di marmo: lo sguardo puo determinare l'altro. lnfatti per poter amare noi stessi, secondo quanto detto sul cucciolo d'uomo, abbiamo bisogno di riceverci dagli altri. Non possiamo dire "io", se prima non impariamo a dire ”tu", e questo vale per il bambino come per l'aduIto. Solo chi si dona ad un altro può dall'altro ricevere se stesso e amare se stesso. Abbiamo bisogno di questo sguardo liberante che ci consente di vedere chi siamo e quale bene sia la n…

Nessun sonno dura per sempre

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Oggi si pensa che ai più piccoli si debba nascondere la morte. Eppure sono proprio loro, i bambini, ad avere la percezione che non è possibile che chi si è amato svanisca nel nulla.

Dall'editoriale di Marina Corradi, pubblicato su Noi, genitori & figli, supplemento di Avvenire del 28 ottobre 2012:
«Diventata grande, un giorno ho portato con me al cimitero il mio primo figlio, che non aveva ancora tre anni. Me ne andavo per i viali del Monumentale di Milano con lui per mano e a capo chino, soggiogata dalla inesorabilità delle tombe, di quella infinita catena di nomi con accanto due date, e una croce. Come svagatamente Pietro mi domandò chi erano, quei signori nelle foto sulle lapidi. " Sono persone che sono morte, e ora dormono", gli risposi, con un confuso imbarazzo. Lui non disse niente. Continuammo a camminare per i viali, i nostri passi scricchiolanti, nel silenzio, sulla ghiaia. Pietro guardava le facce di uomini e donne vissuti cento anni prima. Poi dal basso la…

Perché la vita umana va rispettata?

Completando il testo vedrete cosa risponde il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica al n 466:

Cosa vuol dire essere cristiani?

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Essere cristiani è appartenere a una certa chiesa? Significa essere religiosi? Osservare i Dieci Comandamenti? Credere che la Bibbia sia la Parola di Dio?
Ho trovato alcune citazioni che possono offrire un contributo alla riflessione su cosa vuol dire essere cristiani.

'Essere cristiano' consiste prima di tutto, prima ancora del culto, della pratica religiosa, nell'uniformare il nostro modo di pensare con quello di Cristo. Prima che nell'affetto si deve avere una identificazione nella mente. Solo quando il cristiano fa propria l'impostazione della vita che Cristo ha presentato nelle sue varie sfaccettature: individuale, sociale, familiare, politica, solo allora quell'individuo può dirsi 'cristiano', seguace di Cristo.  http://www.donboscoland.it/articoli/articolo.php?id=4189

I cristiani, non sono solo brave persone. Sono nuove creature. Se sei quello, che sei sempre stato, tu non sei un cristiano”. Vance Havner


La santità è il segno distintivo del cri…