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lunedì 27 luglio 2009

Il valore della rinuncia

Sono una prof, ma sono anche mamma. Perciò, abbiate pazienza, se "rompo" un po'. Fa parte del ruolo.
L'altro giorno, sfogliando Il Resto del Carlino, mi trovo a leggere il Commento di Marcello d'Orta. Chi è costui? Vi dicono niente "Io speriamo che me la cavo" o "Dio ci ha creato gratis", tanto per ricordare alcuni dei libri che ha scritto? Se non sapete proprio di chi stia parlando, alcune brevi note biografiche. Marcello d'Orta, prima di dedicarsi completamente alla scrittura, ha insegnato per quindici anni a Napoli, la città in cui è nato. Ha fatto il maestro nelle zone più depresse e ad alta densità criminale di quella città, ma è stato capace di cogliere, da bravo maestro che è, un'umanità insospettabile in tanto degrado umano e ambientale.
Ma ritorniamo al commento di cui vi facevo cenno e che ha come titolo "Per i più somari un prof in spiaggia". Il riferimento era ad una iniziativa che si chiama "Teach on the beach". In che consiste? Ripetizioni al mare, alla modica cifra di 15 Euro l'ora. Su questa formula, inventata per venire incontro ai genitori di figli poco amanti della scuola, il giudizio del nostro commentatore è severo, perchè .... lascio parlare lui:
"Chi può impedire che un professore faccia lezione su una spiaggia di Ischia o di Capri? Ma qui non è una questione di leggi. Ma una questione di educazione. Quella che non hanno impartito ai ragazzi i genitori. Dalla nota in condotta a una bocciatura o a un rimando a settembre, implicito o esplicito è il biasimo di un insegnante, e un genitore dovrebbe prenderne atto. La lezione (la lezione morale) del professore andrebbe ribadita da un padre, non ignorata. Non si può regalare a un figlio svogliato la motocicletta, o anche solo mandarlo al mare come se niente fosse accaduto. Al mare un somaro ci può anche andare, ma non certo per riparare il debito formativo. Il valore della rinuncia è fondamentale per la crescita di un individuo: come fanno certi genitori a non capirlo? A furia di dar tutto ai figli, li hanno fatti diventare somari, presuntuosi e prepotenti. Viziare un figlio è prepargli la morte, dice la Bibbia. Un libro - questo sì - da portare (anche) sulla spiaggia".
Condivido il succo di questo intervento, in particolare l'ultima frase che invita a conoscere meglio la Bibbia.
Voi ragazzi che pensate del valore della rinuncia?
Ne riparleremo a settembre. Comunque adesso chi può, se le goda queste vacanze; evitate però di costringere i vostri genitori a pagare qualcuno per farvi stare un po' sui libri! Tirate fuori l'orgoglio e agite in modo intelligente. Soprattutto, cercate di essere dei bravi figli!