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giovedì 28 ottobre 2010

Il Padre nostro

E' la preghiera  per eccellenza del cristiano e una sorta di vademecum per vivere da cristiani. Già Tertulliano, un padre della Chiesa che vive nel II secolo, lo definiva una sintesi dell'intero Vangelo. Per Cipriano, vescovo di Cartagine nel III secolo, nel Padre nostro sarebbero rappresentati gli elementi fondamentali del cristianesimo. Gregorio di Nissa, dottore della Chiesa del IV secolo, vedeva in questa preghiera un aiuto a vivere in modo giusto e appropriato, così da giungere all'essenza della propria umanità. Vedete, persone ben più autorevoli della vostra proff, affermano quello che avete sentito a scuola.
Per aiutarvi a conoscere un po' di più questa preghiera, vi ricordo che la Chiesa primitiva, quella cioè dei primi secoli, raccomandava ai cristiani di pronunciarla tre volte al giorno. La Didachè, detta anche Dottrina dei dodici apostoli e risalente al 100 circa, scorgeva nel Padre nostro la via per una vita giusta: attraverso la preghiera, lo spirito di Gesù poteva fluire nel cuore umano.
Del Padre nostro abbiamo due versioni: una la si trova nel Vangelo secondo Matteo, l'altra in quello secondo Luca. Sembra che sia stato proprio quest'ultimo a riportare più fedelmente le parole di Gesù, mentre in Matteo ci sarebbe già un'interpretazione teologica ed una stesura più poetica.
Vi lascio le due versioni del Padre nostro:

Mt 6, 9-13
Voi dunque pregate così:




 Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,


venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.


Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.

Lc 11,2-4
Ed egli disse loro: "Quando pregate, dite:



Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione".

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