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venerdì 6 novembre 2009

La più grande disgrazia

Nelle nostre riflessioni sulla felicità è emerso come non vada bene cercare fuori di noi la nostra felicità. Gli amici, la famiglia, la salute e quanto altro si voglia, contribuiscono senz'altro alla nostra felicità, ma non possiamo pensare che senza le cose o gli affetti non si possa essere felici. La felicità va cercata dentro di noi, non all'esterno, per cui bisogna avere il coraggio di guardarsi dentro e modificare eventualmente quello che non va nel nostro comportamento. Gesù insegna che la vera felicità non è tanto nell'essere amati, accolti e rispettati, ma nella nostra capacità di amare, accogliere e rispettare tutti.
La più grande disgrazia che ci possa capitare è infatti nel non essere utili a nessuno. Sentite cosa ha detto Raoul Follereau, l'apostoli dei lebbrosi:

"Siate intransigenti al dovere di amare.
Non cedete, non venite a facili compromessi, non retrocedete.
Ridete in faccia a coloro che vi parleranno di prudenza, di convivenza, che vi consiglieranno di "mantenere il giusto equilibrio", questi poveri campioni del "giusto mezzo".
E poi, soprattutto, credete nella bontà del mondo. Nel cuore di ogni uomo vi sono tesori prodigiosi: a voi scovarli.
La più grande disgrazia che possa capitarvi è di non essere utili a nessuno, e che la vostra vita non serva a nulla".

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