Pagine

venerdì 31 dicembre 2010

Costruisci la tua vita

Ultimo giorno dell'anno. Tempo di bilanci per l'anno che è passato, di propositi per l'anno che verrà.
Cosa desideriamo per il nuovo anno? Su quali ideali e valori vogliamo costruirlo? Come intendiamo spendere il tempo che il Signore ci regalerà?
Cliccate sull'immagine. Il Vangelo ha da suggerirci qualcosa per l'anno che verrà.


Auguri di Buon Anno.

mercoledì 29 dicembre 2010

Il Dio bambino ci rende tutti fratelli

di Maurizio Patriciello, da Avvenire del 28 dicembre 2010.

Dio non è stanco degli uomini. Non lo è mai stato. Dio è un inguaribile, questuante sognatore. Anche quando l’uomo non gli vuole bene, anche quando gli chiude la porta in faccia, non desiste. Con ferma discrezione lo cerca, insiste, bussa, chiede.
Gioca d’azzardo e punta tutto su di noi, sulla nostra riuscita, sulla convinzione che alla fine gli getteremo le braccia al collo. Non smette di desiderare chi creò a Sua immagine. È suo. È uscito dalle Sue mani. Lo ama. Ha bisogno di lui. Senza la Sua creatura più preziosa anche Dio sembra essere infelice. Come noi. Anche in questo ci somiglia tanto. È capace di bussare a un cuore ermeticamente chiuso per una intera vita, senza mai perdere la speranza di essere un giorno accolto. La speranza, che tiene in vita anche i cuori più vecchi e induriti, non lo abbandona mai. Non molla la Sua preda. Non ci lascia in balia di noi stessi. Sa bene che senza i Suoi doni non saremmo capaci nemmeno di emettere un respiro, nemmeno di peccare.
Dio è un galantuomo che non umilia i Suoi figlioli. Che gode nel vederli felici e soffre quando il dolore li sovrasta. Se non forza la nostra immotivata resistenza è perché non può. Nemmeno Lui può fare sempre ciò che vuole.
Mantiene la promessa fatta e rispetta la nostra libertà. Anche quando – e succede infinite volte! – l’uomo ne ha fatto una clava per colpire a morte i suoi fratelli più piccoli e indifesi. Anche quando l’ha usata per inchiodare il Suo figlio prediletto sull’infame legno della croce. Mistero grande che ci rende immensi. Dio resiste, non interviene al grido straziante che dal Golgota si espande per il mondo, accettando di apparire lontano e disinteressato.

lunedì 27 dicembre 2010

La convivenza possibile

Le violenze che in questi giorni sono state inflitte ai cristiani, nelle Filippine, Nigeria e Pakistan, hanno spinto il Papa a rivolgere un accorato appello affinché si abbandonino "le vie dell'odio per trovare soluzioni pacifiche dei conflitti e donare alle care popolazioni sicurezza e serenità". In diverse parti del mondo purtroppo essere cristiani costituisce ancora un pericolo.
Eppure la convivenza è possibile, deve essere possibile, come testimonia Muhammad Ibraim, imam  a capo del Comita­to provinciale per il dialogo interreligioso e per la pace nel Punjab.
Egli vive a Faisala­bad, dove predica nella sua moschea. Vi riporto alcune parti dell'intervista rilasciata all'inviato di Avvenire, pubblicata il 24 dicembre 2010.

«Biso­gna insegnare a imparare a convivere con gli altri, sen­za danneggiare il credo al­trui, ma rispettandolo. Però, affinché sia così, tut­te le religioni del Libro de­vono essere rispettare. An­che l’islam. Certe azioni e certi personaggi andrebbe­ro scoraggiati dal promuo­vere i falò del Corano o le vignette blasfeme. Tutto questo è sbagliato e non porta da nessuna parte. Crea soltanto il male e l’o­dio.(...)
Dobbiamo sconfiggere la povertà e far vincere l’i­struzione. Nessun credo al mondo insegna la parola terrorismo. Nessuna reli­gione al mondo spinge i propri fedeli agli attacchi suicidi, promettendo loro cose che non ci sono. Ma è proprio approfittando di quell’enorme bacino stra­bordante di povertà e igno­ranza che i capi del terrori­smo attingono a piene ma­ni e comandano la morte».
La sua moschea fa an­che da seminario religioso, e un’aula è stata dedicata a un vescovo cattolico, monsignor John Joseph, il vescovo della città, che sacrificò la vita in un gesto estremo pur di difendere un suo fedele ingiusta­mente accusato di blasfe­mia. 
Muhammad Ibraim ci tiene a sottolineare che una dedica simile probabilmente non esiste in nes­sun’altra moschea al mon­do.
Una bella testimonianza di convivenza possibile e rispettosa. Un esempio di come solo la conoscenza può combattere l'ignoranza e i pregiudizi, che sono di ostacolo alla costruzione della vera pace.

Benedetto XVI nella Moschea Blu

domenica 26 dicembre 2010

E' Natale; Gesù è venuto...

E' Natale; Gesù è venuto. Ma se batterà alla nostra porta, 
sapremo riconoscerlo? 
Sarà, come una volta. Un uomo povero.
Certamente un uomo solo.
Sarà senza dubbio un operaio, 
forse un disoccupato 
e anche, Se lo sciopero è giusto uno scioperante.
O tenterà di vendere delle polizze d'assicurazione 
o degli aspirapolvere...
Sarà forse un rifugiato.
Uno dei quindici milioni di rifugiati 
con un passaporto dell'O.N.U.;
uno di coloro che nessuno vuole 
e che vagano vagano
in questo deserto ch'è diventato il Mondo;
uno di coloro che devono morire 
perché dopo tutto non si sa da che parte arrivino 
persone di quella risma...
Se Cristo domani batterà 
alla vostra porta. Lo riconoscerete?
Avrà l'aspetto abbattuto. Spossato,
annientato com'è 
perché deve portare 
tutte le pene della terra...
(Raoul Follereau)

sabato 25 dicembre 2010

Buon Natale

Vi auguro un Buon Natale, con le parole della Santa Camilla Battista Varano:

"Tu, o Signore, per grazia sei nato nell'anima mia,
mi hai donato la tua luce, luce di Verità,
Via per venire a te, vero Paradiso!
Nelle tenebre e oscurità del mondo mi hai fatto vedere,
udire, parlare e camminare nella tua luce”.

mercoledì 22 dicembre 2010

I numeri e il loro significato: QUATTRO

Il numero 4 è il numero della stabilità, del creato (la terra) e della rivelazione. E' l'immagine del quadrato dell'universalità con i quattro punti cardinali (EZ 37,9).
Il Nuovo Testamento descrive: "Quattro angeli ai quattro angoli della terra (...) trattenevano i quattro venti (Ap 7,1).
Le 4 mura della Gerusalemme celeste formano un quadrato.
E l'Antico testamento dice: "Manderò i venti dalle quattro estremità del cielo" (Ger 49,36).



Questo numero è utilizzato anche per designare:
- 4 elementi: acqua, terra, aria, fuoco
- 4 stagioni: primavera, estate, autunno, inverno
- 4 evangelisti: Matteo, Marco, Luca, Giovanni
- 4 cavalieri dell'Apocalisse
- 4 fiumi del Paradiso: Pison, Ghicon, Tigri, Eufrate (Gn 2,10)
- 4 animali della visione di Ezechiele (Ez 1,5)
- 4 lettere per il nome del Signore: YHWH
- 4 grandi profeti: Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele
- 4 virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza, temperanza
- 4 "Novissimi": morte, giudizio, inferno, paradiso.

Tratto da "Tutto calcolato", Agenda dell'educatore ACR 2010/2011.
Continua......

martedì 21 dicembre 2010

Per le classi seconde: ripasso

Dopo aver lavorato sull'origine della Chiesa, vi propongo alcuni giochi per ripassare.
Andate ne "Lo spazio di Profrel", l'altro mio blog in cui sono raccolti giochi e altro materiale.
Cliccate qui....ma attenti. Non fatevi mangiare dal leone!!!!

E...cliccate anche qui, per un gioco spaziale.

domenica 19 dicembre 2010

Se ti dimostrerai un bambino bravo, coraggioso e disinteressato

Mentre in classe si parlava dell'importanza delle regole che ci aiutano a crescere, a qualcuno di voi è venuta in mente la storia di Pinocchio nel Paese dei Balocchi. Fare quello che ci pare - è stata la conclusione - non ci aiuta a diventare delle brave persone. La Bibbia, nel brano che parla del vitello d'oro (quello che abbiamo visto in uno dei video del blog)ci presenta il popolo dell'Alleanza alle prese con il tradimento, la ribellione a Mosè e alle regole che Dio aveva donato. La conseguenza è il ritorno all'idolatria e la perdita di quella dignità di uomini liberati dall'unico Dio, quel Dio che li aveva fatti uscire dalla schiavitù dell'Egitto e che donando i comandamenti, li aveva messi in guardia da tutto ciò che li avrebbe resi meno umani e, quindi, meno liberi.
La storia di Pinocchio richiama l'idea della fatica verso la via dell'umanizzazione, che non può passare attraverso quello che mi piace, che mi fa comodo, che costa meno fatica.
La ricerca di Geppetto è un po' come la ricerca di Dio, che è l'Unico (nella prospettiva cristiana) ad indicarmi la via del Bene, la strada che mi porta a sviluppare in pieno la mia umanità. Pinocchio questo lo ha capito, tanto che, con quel barlume di coscienza che ancora gli rimane (tanto da non diventare completamente bestia)fugge dal Paese dei Balocchi per ritornare dal padre. E questo ritorno farà di lui un bambino vero.
Vi lascio alcuni momenti del Pinocchio di Walt Disney, e con i titoletti vi aiuto a coglierne gli aspetti di cui vi ho parlato.

Il Paese dei Balocchi, ovvero la libertà intesa in modo sbagliato


La conseguenza: la perdità della propria umanità


Il ritorno, il coraggio, la conquista della propria umanità

venerdì 17 dicembre 2010

I numeri e il loro significato: UNO - DUE - TRE

Il numero 1 esprime l'unità, l'assoluto, il principio, cioè l'ordine e la fine di tutto, come l'alfa e l'omega greci. E' simbolo dell'essere, dell'uomo che sta in piedi





Il numero 2 esprime un'idea e il suo contrario:
- dualità (il visibile e l'invisibile, il creato el'eterno, il terreno e il celeste...)
- divisione (Adamo ed Eva, Caino e Abele, ...)
- nuzialità (l'alleanza)
- i due Testamenti
- le due nature di Cristo (divina e umana)

Il numero 3 è l'idea della perfezione, del non-creato: per esempio Dio in tre Persone, la Trinità.
2+1=3 simboleggia la dualità che si risolve, chiave dell'unità. In ebraico il 3 corrisponde al superlativo; per esempio il Dio tre volte Sanctus (Is 6).
- 3 angeli visitano Abramo alla quercia di Mamre
- Giona rimane 3 giorni nella balena
- Gesù risorge il 3° giorno dopo la sua morte
- i Magi portano 3 doni: oro, incenso e mirra
- Cristo assume 3 funzioni: è Re - Sacerdote - Profeta
- 3 apostoli sono testimoni della Trasfigurazione: Pietro, Giacomo e Giovanni
- i battezzati venivano immersi 3 volte nell'acqua
- 3 sono le virtù teologali.

Tratto da "Tutto calcolato", Agenda dell'educatore ACR 2010/2011.
Continua......

giovedì 16 dicembre 2010

Suore di clausura

Le suore carmelitane di Ravenna (suore di clausura) hanno aperto il loro monastero alla cinepresa.
Ho letto che questo video è uno dei più cliccati del web.
Ve lo propongo, diviso in due parti.
Cliccando qui, entrate nel loro spazio su Facebook.



martedì 14 dicembre 2010

Un museo unico al mondo

Da Avvenire del 12 dicembre 2010

"C’ è un museo unico al mon­do, in un angolino di Italia all’ombra delle Dolomiti bellunesi. Un museo fatto di terra, acqua e pietre, raccolti con pazien­za in tutte, ma proprio tutte le na­zioni del pianeta, anche la più pic­cola e sperduta in mezzo all’oceano. Un 'Museo dei sogni e della memo­ria', come lo ha chiamato il suo fon­datore, Aldo Bertelle, che se l’è 'in­ventato' all’interno della Coopera­tiva Arcobaleno (Comunità Villa San Francesco) nella quale da oltre trent’anni accoglie minori in diffi­coltà e dà un futuro a ragazzi che fa­ticano anche a vedere il presente.
Tutto il pianeta è dunque racchiuso in quel museo, a rappresentare gli e­venti che hanno fatto grande - o in­finitamente piccola - la storia dell’u­manità: ci sono le pietre di Capaci e di via D’Amelio a Palermo, simboli del sangue versato da Falcone e Bor­sellino, e il pugno di terra arrivato dal Monte Nebo, dove Mosè con­templò la Terra Promessa, un sasso rosa dalla casa dell’ebreo Rabin e u­no giallo di Ramallah, giunto dalla dimora del palestinese Arafat, la pie­tra che ricorda Carlo Urbani, il me­dico marchigiano che morì per fer­mare il contagio della Sars, e quella che rappresenta Christian Barnard, arrivata da Città del Capo a memo­ria del primo trapianto di cuore. E a­vanti con il carbone di Marcinelle, in Belgio, a ricordo della strage di mi­natori italiani, o un pezzo del di­strutto ponte di Mostar in Bosnia, u­na scheggia di Nasiriyah e l’unica te­gola di Hiroshima mai ceduta dal go­verno giapponese come testimo­nianza del disa­stro atomico. E poi un mattone dalla casa di don Milani a Barbia­na, accanto a quello dei cantie­ri navali di Dan­zica... Centinaia di 'macigni', dunque, e altret­tanti ricordi che 'pesano', nel be­ne e nel male. Schegge di storia e di vita".

Se volete saperne di più, cliccate qui.

domenica 12 dicembre 2010

Le regole e la crescita in umanità

Visto che stiamo parlando di regole, leggete, cari ragazzi di prima, questa frase di Franco Vaccari:

"Una regola interiorizzata senza paura, con il compiacimento di un bene conquistato è un' incredibile maturità umana".

Che ne dite?
Certamente vedere in una regola un aiuto per la propria crescita è una conquista nel duro cammino verso l'umanizzazione.
Vi ricordate gli ebrei nel deserto? Cammino duro e faticoso, pieno di dubbi e di paure. Eppure il Signore d'Israele per quella strada aveva deciso di liberare il suo popolo. Con quel popolo Dio stipula un'alleanza, donandogli dieci parole, dieci regole per vivere liberi. Perchè crescere in umanità significa imparare a vivere la libertà non come arbitrio (faccio quello che mi pare), ma come capacità di scegliere ciò che è più giusto e buono, anche se è meno comodo e più difficile.
Vi lascio questo video, tratto dal Mosè di Roger Young. Il popolo d'Israele sceglie la via più rassicurante, più facile e si costruisce il vitello d'oro. Ma la via verso la libertà richiede il coraggio di aderire senza paura al bene indicato da Dio.
Soltanto rispettando le regole, quelle che ci rendono migliori, quelle che mettono un freno al nostro egoismo, quelle che ci aiutano a realizzare il bene per noi e per gli altri, cresciamo in umanità e conquistiamo la nostra maturità.

sabato 11 dicembre 2010

Siamo fatti per donare

Si è chiusa la gara di solidarietà nella scuola Tacchi Venturi. L'obiettivo è stato raggiunto: si conferma l'adozione a distanza di otto bambini, alcuni dell'India, altri del Brasile.
Un grazie a tutti: alunni, genitori, personale della scuola.
Nonostante la crisi, la solidarietà che siamo stati capaci di esprimere testimonia che donare è bello, ci rende uomini e donne migliori.
Vi lascio le parole di Davide Rondoni, pubblicate su Avvenire del 5 dicembre, che più delle mie esprimono quanto sia importante non rinunciare mai a donare.
"Donare è un atto non superfluo. Si può rinunciare a parecchie cose, ma non a donare. Perché fa parte della nostra natura umana. Un uomo che non dona è diventato meno uomo. Nella gratuità 'assurda' di fare un regalo anche quando sono aumentati i nostri bisogni, nella gratuità che va contro ogni logica di tornaconto pur in un momento in cui si devono più attentamente fare i conti, ri­siede un barlume di vero intorno alla no­stra natura: l’uomo è fatto per donare, per donarsi. C’è un impeto positivo che fa par­te della nostra natura, prima e sopra ogni altro. Questo barlume di verità – così pic­colo ma evidente e tenace – può illumi­nare non solo il piccolo e breve episodio del periodo dei regali di Natale, ma po­trebbe indicare qualcosa di importante a riguardo della vita sociale.
Occorre scommettere su questo indirizzo positivo della nostra natura. Lo stesso su cui si fondano tante iniziative di valore so­ciale pubblico per tutti, nei campi del­l’assistenza e dell’educazione e in altri set­tori. Sul fatto che l’uomo è un essere che dona, si può fondare una visione della so­cietà e della sua organizzazione non più improntata al sospetto e alla mortifica­zione burocratica e impositiva della so­cietà. (...) L’uomo è un essere che dona e ha legami. Il fatto che tali legami siano oggetto di at­tenzione particolare, di scambio di doni, ci fa vedere come la risorsa principale del­la nostra vita (anche in un’epoca di crisi) non stia nella chiusura egoistica, pauro­sa e calcolatrice in termini di diritti e do­veri. Si ha vera società intorno non al­l’uomo che come una monade isolata pensa a se stesso, misurando o inventan­do bisogni e diritti in astratto, ma alla per­sona come nodo di relazioni viventi, nel­le quali si evidenziano non solo potenti indicazioni della natura, ma anche limiti e rispetto".

venerdì 10 dicembre 2010

Benedetto XVI e la questione Dio

Credo che oggi (...) il nostro grande compito sia in primo luogo quello di rimettere di nuovo in luce la priorità di Dio. La cosa importante, oggi, è che si veda di nuovo che Dio c’è, che Dio ci riguarda e che ci risponde. E che al contrario quando viene a mancare, tutto può anche essere razionale (...) ma l’uomo perde la sua dignità e la sua specifica umanità; e così crolla l’essenziale.
(dal libro intervista a Benedetto XVI  "Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa, i segni dei tempi")

mercoledì 8 dicembre 2010

Intorno ad una tavola

Dalla riflessione di Enzo Bianchi, pubblicata su Avvenire del 1 dicembre 2010 

(...) la tavola è il luogo attorno al quale si consuma un rito proprio, fra tutti gli animali, solo all’essere umano: quello di mangiare insieme e non in compe­tizione con i propri simili. E, man­giando, parlare insieme: la tavola è il luogo privilegiato per la parola scambiata, per il dialogo: si comu­nica attraverso il cibo che si mangia e attraverso le parole che si scam­biano. Mentre uno parla, gli altri mangiano e ascoltano, poi i ruoli si invertono quasi spontaneamente: chi tace smette di mangiare e inizia a parlare e chi ascolta riprende a mangiare. Forse, anche a questo serviva l’ingiunzione di «non parla­re a bocca piena».
(...) Invitare qualcuno – parenti, amici, conoscenti... – è un atto di grande fede, di profonda fiducia nell’altro: significa infatti chiamarlo, eleggerlo, distinguerlo tra gli altri conoscenti; significa confessare il desiderio di stare insieme, di ascoltarsi, di conoscersi maggiormente. Chi non pratica questa ospitalità vive in angustie, vive «poco», mi verrebbe da dire. Non conosce la gioia che è maggiore nell’invitare che nell’essere invitati. Occorrerebbe saper invitare senza mai pensare alla reciprocità: l’atto in sé è ricompensa. Non è un caso che anche nel Vangelo, uno degli insegnamenti di Gesù che ridimensiona l’assoluto della reciprocità – oggi tanto di moda quando ci fa comodo – riguarda proprio l’invito a tavola: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio».

Poter dire in verità «la mia casa è aperta, la mia tavola non è solo per me e per i miei» significa aprirsi agli altri, dar loro fiducia, disporsi a lasciarsi arricchire dalla loro presenza, a nutrirsi di sapienza e di amicizia, a veder dischiudersi nuovi orizzonti. Non si tratta di fare della propria tavola un «salotto» che esibisca lo status raggiunto, bensì di saper vivere la fraternità, lo stare insieme, l’amicizia gratuita.
Quando c’è un ospite a tavola cresce la capacità di benedizione e di gratitudine, così che quando giunge il momento dei saluti alla fine del pasto ci si apre a una promessa orientata al futuro: ci sarà ancora un domani per ritrovarci, avremo ancora nuove possibilità di incontro... Chi mi ha educato mi diceva sempre che è la tavola il luogo in cui ci esercitiamo a vivere la fede, la speranza, l’amore. La tavola è il luogo della fiducia nell’altro, dello sperare insieme qualcosa di comune per il futuro, dell’amore nello scegliere, preparare, offrire e servire il cibo agli altri. In questa scuola di umanizzazione tre elementi legano il pasto dall’inizio alla fine: il pane, le bevande e la parola. Ma è la parola che costituisce il legame più profondo fra tutti gli attori del pasto: è la parola che narra gli alimenti diversi che giungono in tavola, è la parola che unisce i presenti e gli assenti, i commensali e gli altri, è la parola che mette in relazione il passato con il presente, aprendoli al futuro. La parola a tavola può essere davvero strumento di comunione, mezzo privilegiato per conferire senso al pasto, per valorizzare il gusto degli alimenti, per suscitare l’arte dell’incontro. Stare a tavola insieme è un linguaggio universale tra i più determinanti e decisivi per l’umanizzazione di ciascuno di noi. A tavola, piccoli e grandi, vecchi e giovani, genitori e figli, siamo tutti commensali, tutti con lo stesso diritto di parola e con lo stesso diritto al cibo che arricchisce la tavola. Davvero stare a tavola è molto più che saper nutrirsi: è saper vivere.

lunedì 6 dicembre 2010

La chiamata di Mosè

Vi lascio, alunni di prima, il video della chiamata di Mosè.

Il brano in questione lo trovate nel libro dell'Esodo, capitolo 3, dal versetto 1 al 21.

sabato 4 dicembre 2010

Benedetto XVI e la falsa libertà

La vera minaccia (...) è che la tolleranza venga abolita in nome della tolleranza stessa (...) che la cosiddetta ragione occidentale sostenga di aver finalmente riconosciuto ciò che è giusto e avanzi così una pretesa di totalità che è nemica della libertà.
Nessuno è costretto a essere cristiano. Ma nessuno dev’essere costretto a vivere secondo la nuova religione come fosse l’unica e vera (...). 
(dal libro intervista a Benedetto XVI  "Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa, i segni dei tempi")

venerdì 3 dicembre 2010

Monti e alture nelle Sacre Scritture

Da POPOTUS del 25 novembre 2010

L’arca di Noé si sarebbe fermata sul monte Ararat, nell’attuale Turchia o in Armenia.
Abramo è stato inviato da Dio sullo sconosciuto monte Moria per sacrificare il figlio Isacco (per fortuna poi un angelo lo fermò in tempo...). Mosé ha ricevuto il decalogo sul Sinai. Il profeta Elia ha sentito passare Javhé in un vento leggero mentre stava a pregare sul monte Oreb... Si potrebbe dire, senza paura di sbagliare troppo, che tutta la Bibbia è come una lunga catena montuosa, nella quale i protagonisti scalano le cime per parlare direttamente con Dio.
Persino Gerusalemme e il suo tempio sono costruiti su un’altura, quella di Sion, che infatti viene subito ribattezzata «santo monte» o «monte del Signore».
Nei salmi, addirittura, Dio stesso viene talvolta paragonato a una «rupe» o una «roccia» solida, cui aggrapparsi nei momenti di pericolo. Ma anche nel Vangelo si scalano tante montagne; basta pensare al monte delle Beatitudini, per esempio, che è poi una collina della Galilea presso il lago di Tiberiade: un rilievo di appena 150 metri, sufficiente però per fornire a Gesù un piedestallo da cui annunciare alla folla il messaggio forse più rivoluzionario della Storia. Il Nazareno sale su un «alto monte» anche per la trasfigurazione, ovvero per mostrarsi in tutta la sua abbagliante gloria ai tre discepoli prediletti: Pietro, Giacomo e Giovanni; il Vangelo non specifica di quale montagna si tratta, però la tradizione l’ha identificata nel Tabor, sempre nei pressi di Tiberiade. Altri monti importantissimi nella storia di Cristo sono il monte degli Ulivi dove passò l’ultima notte, ovviamente il Calvario o Golgota – la roccia appena fuori di Gerusalemme dove venivano portati i condannati a morte, e sulla quale anche Gesù fu crocifisso –, il monte della Galilea sul quale il Risorto apparve agli apostoli, infine la cima dell’ascensione al cielo, ancora presso Gerusalemme. È evidente che non si tratta di luoghi casuali: anzi, sembra che il Salvatore scelga proprio un posto elevato tutte le volte che vuole manifestarsi al mondo. La trasfigurazione, la crocifissione, la resurrezione... E allora perché non la nascita? Ecco forse il senso più profondo nella scelta di mettere il presepio su una montagna: è il posto più vicino al cielo e quello dal quale Gesù Bambino può mostrarsi al mondo. Come un faro.

mercoledì 1 dicembre 2010

Papa Benedetto e il filo conduttore

 Tutta la mia vita è sempre stata attraversata da un filo conduttore, questo: il Cristianesimo dà gioia, allarga gli orizzonti. In definitiva un'esistenza vissuta sempre e soltando "contro" sarebbe insopportabile. Ma nello stesso tempo ho sempre avuto presente (...) che il Vangelo si trova in opposizione a costellazioni potenti. Sopportare attacchi ed oppore resistenza fa parte del gioco; è una resistenza però tesa a mettere in luce ciò che vi è di positivo".
(dal libro intervista a Benedetto XVI  "Luce del mondo. Il Papa, la Chiesa, i segni dei tempi")

martedì 30 novembre 2010

lunedì 29 novembre 2010

La ricerca scientifica non è in contrasto con la fede

Provate a completare il testo tratto dalla Gaudium et Spes n. 36



Per sapere qualcosa in più su questa Enciclica del Concilio Vaticano II vi invito a cliccare qui.

domenica 28 novembre 2010

Un niente potrebbe salvarli

Alcuni spunti sull'educare dall'articolo di Alessandro D'Avenia pubblicato in Noi Genitori e Figli del 31 ottobre 2010.

"(...) In epoca  di relativismo educare è divenuto difficile, perchè non c'è progetto di vita, tutto è uguale, nulla vale più di un'altra cosa. L'indifferenza di molti ragazzi è la diretta conseguenza del fatto che la cultura in cui sono immersi non "fa differenze". Chi non tocca la differenza di bellezza, bene, verità della realtà finisce con il diventare indifferente. (...) Ma se non esistono più gradi di bellezza, bene, verità, fino alla loro assenza che si chiamano bruttezza, male, menzogna, la vita sparisce: rimangono solo le emozioni del viaggio. L'emotivismo della cultura odierna è conseguenza del relativismo.
Se non ho un obiettivo da raggiungere, resta solo l'emozione. La vita è ridotta a esistenza. L'unico modo per sapere chi sono, o meglio per sentirmi vivo, è provare emozioni. Più forti sono più esisto. Il valore di una cosa è ridotto alla capacità di suscitare emozioni. (...)
Si smette di essere sensibili ai sentimenti che richiedono sforzo, ma che sono duraturi, e ci si accontenta di emozioni puramente reattive, primarie, quelle che condividiamo con gli animali perchè legate all'istinto di sopravvivenza. Alla felicità si sostituisce l'euforia. (...)
Dobbiamo tornare a dare ai nostri ragazzi cose grandi, belle, vere nella vita quotidiana: dalla tavola a una gita in montagna. Far riscoprire loro che la vita quotidiana può essere luogo di estasi appaganti in un volto, in un panorama, in una sfida, in un'amicizia, in una chiacchierata, in un film o persino nell'apparecchiare la tavola.
La scuola e la famiglia sono chiamate a far toccare il bene, la bellezza, la verità. Si richiede creatività, studio e disponibilità di tempo. (...) Perché non si legge più in famiglia, magari dalla voce di papà, un bel racconto? Perché si tiene la tv accesa durante i pasti? Perché non si inventano più giochi familiari?
Facciamo toccare ai ragazzi le differenze nella vita di tutti i giorni: non potranno più scambiare il brutto con la bellezza, la menzogna con la verità, il male con il bene. Un niente potrebbe salvarli".

sabato 27 novembre 2010

Creare fumetti con Write Comics

Nel sito di Maestro Roberto trovo la segnalazione di un sito che offre la possibilità di creare, in modo semplice, dei fumetti. Si tratta di Write Comics. Vi invito a provarlo.

venerdì 26 novembre 2010

Cartonizziamo le nostre foto

Maestro Roberto suggerisce una simpatica applicazione on line per "cartonizzare" le nostre foto. Basta caricare una foto dal proprio hard disk o richiamarla da URL e cliccare su Cartoonize now. Verrà convertita in un'immagine tipo vignetta da fumetti che sarà possibile scaricare in jpeg. Si potrebbero costruire fumetti partendo dalle proprie sequenze fotografiche. Il servizio è gratuito e non richiede registrazione.
Cliccate sull'immagine per aprire Cartoonize.

mercoledì 24 novembre 2010

WikiSeer, sintetizzare i testi scritti presenti online

Vi immaginate se potessimo, invece di leggere un intero testo scritto presente online, visionarne solo ed esclusivamente il cosiddetto “succo”? Ovviamente sto parlando di testi di una certa mole.
Vi propongo, allora, di dare uno sguardo a WikiSeer, un apposito ed interessantissimo servizio web esattamente adibito allo scopo in questione.
Si tratta, per l’appunto, di una risorsa online, utilizzabile gratuitamente e senza registrazione obbligatoria che, in modo pratico ed immediato, consentirà di visionare quelli che sono i contenuti principali di una data pagina web specificata semplicemente fornendo la relativa URL e facilitando dunque di gran lunga la lettura di testi lunghi e copiosi. 
Nello specifico il servizio agirà permettendo di osservare una specifica pagina web nella sua interezza fornendo però anche il relativo riassunto in una finestra mobile a scomparsa in modo tale da permettere a ciascun utente, eventualmente, di approfondire quelli che sono i concetti meno chiari.
FONTE: www.geekissimo.com

sabato 20 novembre 2010

Il Concilio Vaticano II

Il Concilio Vaticano II è stato il più grande avvenimento della storia recente della Chiesa.
Si aprì una stagione nuova, segnata non più da condanne contro errori e deviazioni, ma dalla ricerca del dialogo con un mondo che era notevolmente cambiato. I documenti del Concilio affrontarono temi di grande attualità come quelli del rinnovamento sociale, della giustizia e della pace, del lavoro e della miseria. Con il Concilio venne istituita la messa in lingua locale (prima era celebrata in latino), venne dato slancio all'ecumenismo e al dialogo con le altre religioni, si indicò il ruolo dei laici nella Chiesa.
Vi lascio un video che vi aiuterà a capre meglio il clima e i passaggi che portarono a questo grande momento per la storia della Chiesa.


venerdì 19 novembre 2010

Dio e l'uomo nei racconti della creazione in Genesi

I ragazzi di terza mi hanno chiesto, per prepararsi meglio alla prossima verifica, di riassumere nel blog quanto abbiamo scoperto sul racconto della creazione che troviamo in Genesi.
Per prima cosa, la creazione non vuole descriverci "come" essa è avvenuta; non c'è nessuna intenzione storica o scientifica. Così come non è possibile pensare alla creazione in Genesi 1 come a un racconto mitologico. Infatti è un inno liturgico, una lode a Dio creatore.Vi ricordate il ripetersi di certe espressioni? le dieci volte in cui compare la frase "Dio Disse", che ci ha riportato alla concezione sacerdotale della creazione come atto di liberazione? 
Quale è l' idea su Dio che ritroviamo in questo racconto?
  • Dio è "in principio", è prima di tutto
  • Tutto quello che vediamo è opera di Dio e non Dio
  • Tutte le cose create sono buone
Quale idea possiamo invece ricavare sull'uomo?
  • l'uomo e la donna sono creati a "immagine di Dio"
  • l'essere umano è chiamato a dominare le cose
  • l'uomo (nel senso di umanità) è chiamato a entrare in relazione con Dio, non è il suo schiavo, ma è libero
Nel pensiero biblico attraverso Dio l'uomo è in grado di chiarire a se stesso chi è veramente e l'idea che ne emerge è piena di ottimismo, pur nel sano realismo. L'uomo non è servo (come abbiamo visto in alcuni miti), la sua vita non è all'insegna del fato, il suo compito non è compiacere agli dei.
Spero che questo riassunto vi sia di aiuto. Non mi resta che augurarvi buon lavoro.

giovedì 18 novembre 2010

La Sagrada Familia

Domenica 7 novembre, grazie alla diretta televisiva, milioni di persone hanno potuto vedere l'interno della Sagrada Familia, la basilica progettata da Antoni Gaudì e non ancora ultimata, una cattedrale grandiosa che Benedetto XVI ha consacrato proprio quel giorno.
Gaudì è stato impegnato nella costruzione della Sagrada Familia per oltre quaranta anni, fino alla morte, avvenuta per un incidente (fu travolto da un tram) nel 1926.
Gaudì aveva progettato un colossale complesso con cinque navate longitudinali e tre trasversali, un'abside semicircolare, nove cappelle e due scale a chiocciola. Prevedeva inoltre tre facciate, Natività, Passione e Morte, Gloria di Cristo, dodici torri sulla facciata a rappresentare gli apostoli, torrione centrale con quattro torri (Cristo e gli Evangelisti) e la torre absidale (la Vergine). Alla sua morte le uniche parti realizzate erano l'abside, la cripta, la facciata della Natività e una torre. Tutt'ora continuano i lavori per portare a termine l'opera seguendo l'impostazione di Gaudì.
In questo video è possibile vedere come dovrà essere la basilica, una volta terminata.

martedì 16 novembre 2010

Tivù diseducativa

"Non c'è dubbio che paghiamo la diseducazione degli strumenti televisivi. Oggi vediamo balletti, fanciulle che volteggiano. Non voglio fare il moralista, ma di cervello se ne vede poco in giro".
Carlo Azeglio Ciampi, presidente emerito della Repubblica


lunedì 15 novembre 2010

Contro ogni discriminazione

Quante donne vittime di violenza, pregiudizi, intolleranza!!!
I loro nomi appaiono nelle pagine dei giornali. Per la sorte di qualcuna di loro si prova pietà, ci si indigna, si ha la mobilitazione della gente comune e anche dei Governi.
Ricordate Sakineh? Non è che la più recente di una lunga lista a cui dobbiamo aggiungere il nome di Asia Bibi, pakistana, condannata a morte  per blasfemia (sarebbe la prima donna a subire una pena del genere).
Secondo le notizie che ho letto nei giornali, la colpa di Asia sarebbe stata quella di aver difeso la propria fede in Gesù Cristo, in un paese dove la maggioranza della popolazione è musulmana.
Sempre dai giornali ho appreso che la difesa di questa donna è stata assunta dall' avvocato musulmano Aslam Khaki che propone un duplice appello: uno presso l’Alta Corte di Lahore, dove si potrà chiedere all’accusa di presentare prove concrete; uno presso la Corte federale della Sharia (ovvero della legge coranica), dato che «la stessa legge islamica vieta la pena capitale per le donne e per i non-musulmani».
Tv2000 ha promosso una campagna di mobilitazione per salvare Asia e speriamo che a questo gesto si accompagni anche l'attenzione della gente comune.
La libertà religiosa deve essere alla base di ogni vivere civile. Le differenze, come più volte abbiamo detto a scuola, non devono fare paura. La maturità di ogni persona si vede dalla capacità che ha di confrontarsi con la diversità. D'altra parte, anche l'esperienza della crescita umana parte dalla consapevolezza di un diverso dal mio io, dall'incontro cioè tra un io e un tu, che è un altro io, pur se diverso da me. Solo da questo incontro si ha la possibilità di costruire un noi. Se impareremo a rispettare le diversità che ci appartengono (per colore della pelle, per sesso, per religione, ....) riusciremo a costruire una comunità umana più ricca, più solida, più aperta, per dirla con parole più semplici, una società migliore.


domenica 14 novembre 2010

Comunità: la ricchezza del dono di sé

Ho letto su Avvenire di domenica 7 novembre, un'interessante riflessione del priore di Bose, Enzo Bianchi, sulla comunità. Mi piace poter condividere con voi alcune idee che ne ho tratto.
In primo luogo, possiamo far risalire la parola "comunità", che in latino si dice communitas, da cum-munus, nel doppio significato di "dono" e, nel contempo, di "dovere" comune. La comunità, quindi, va intesa come condivisione del dono, del dovere, della responsabilità. Entrare nella communitas vuol dire proprio condividere con gli altri, esporsi all'altro. La comunità nasce nel momento in cui mi sento responsabile dell'altro.
L'altro è altro e tale deve rimanere, l'altro è unico, tra io e tu c'è un'irrimediabile distanza; nel contempo, però, io e l'altro, io e tu siamo chiamati alla relazione, al dialogo, all'accoglienza reciproca, e questo richiede una grande responsabilità dell'uno verso l'altro. Da questa responsabilità, da questo deporre la sovranità del mio io, nasce l'incontro con l'altro, tanto che che dall'io e dal tu si può arrivare al noi.
Certo che in una cultura come la nostra, dove prevale l'io con i suoi desideri che diventano bisogni da soddisfare immediatamente, c'è da riscoprire la responsabilità e l'apertura verso l'altro, che diventano fraternità, comunione.
Solo la comunione, la fraternità, la relazione, l'amore, possono dare senso a ciascuno di noi; sono la vera via dell'umanizzazione.

venerdì 12 novembre 2010

I have a dream

Io ho un sogno, diceva Martin Luther King. Il suo sogno è anche il mio e, credo, anche di tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Uomini e donne che, nella quotidianità, si impegnano a vivere a "immagine di Dio".
Abbiamo già riflettuto sul significato di questa espressione e penso che ormai possa essere chiara a tutti voi.
Vi lascio il suo discorso, ormai storico, pronunciato il 28 agosto del 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington al termine di una marcia di protesta per i diritti civili. Se volete, cliccando qui, potrete leggerlo tradotto in italiano.



giovedì 11 novembre 2010

I cristiani, anima del mondo

"Il mondo senza i cristiani è un guscio ine­spressivo,un corpo senza vita.I cristiani sono l’anima del mondo. Dovremmo ripetercelo più spesso e chiederci se dove ci muoviamo, lavoriamo, riposiamo, siamo capaci di da­re vita (cioè tempo e attenzione) a ciò e a chi ci sta attorno. Il cristiano è come re Mida, trasforma tutto ciò che tocca. Non in oro, ma in vita. Ma può farlo solo se ha dentro di sé l’esuberanza della vita. I cristiani posso­no tornare a sedurre la vita e restituirle la verità di cui ha sete, di cui ha di­sperato bisogno in tempi di povertà spirituali, oltre che materiali, di di­pendenze asfissianti, di là da apparenti libertà assolute".

(Alessandro D'Avenia, in Avvenire del 4 novembre 2010)

martedì 9 novembre 2010

La pace e gli uomini di buona volontà

Pace, tolleranza, comprensione, accoglienza. Sono le parole su cui si gioca il futuro della famiglia umana. Perchè tutti, uomini e donne, bianchi e neri, religiosi o meno, cristiani oppure no, siamo in questo pianeta e apparteniamo all'unica famiglia umana.
Soltanto ci guardassimo un po' più negli occhi, scopriremmo la comune umanità, sogni e preoccupazioni che ci accomunano, lacrime che hanno lo stesso sapore, sorrisi che illuminano il viso nello stesso modo .
L'odio ci distrugge, è come un acido - lessi una volta in un libro - che corrode il contenitore.
Uomini e donne di buona volontà, coraggio! Non rassegnamoci all'odio. Non permettiamo che l' indifferenza ci  abitui alla violenza. Preghiamo per la pace e sforziamoci, nella vita quotidiana, di continuare ad essere testimoni di umanità.
Concludo con le parole del Papa, pronunciate il 1 novembre, nel ricordare le vittime all'attacco terroristico in una chiesa di Bagdad:
"vorrei infine rinnovare il mio accorato appello per la pace: essa è dono di Dio, ma è anche il risultato degli sforzi degli uomini di buona volontà, delle istituzioni nazionali e internazionali. Tutti uniscano le loro forze affinché termini ogni violenza!”.(Benedetto XVI)

lunedì 8 novembre 2010

L'amore non può essere merce di scambio

Non dovete adattarvi ad un amore ridotto a merce di scambio, da consumare senza rispetto per sé e per gli altri, incapace di castità e di purezza. Molto amore proposto dai media e da internet non è amore, ma egoismo e chiusura": 
(Benedetto XVI ai ragazzi e ai giovanissimi dell’Azione Cattolica Italiana, 30 ottobre 2010)

sabato 6 novembre 2010

La gioia va condivisa

"Il dolore lo si può sopportare da soli.
Ma per godere veramente di una gioia, bisogna dividerla con qualcuno"
(M. Twain)

giovedì 4 novembre 2010

Riprendersi la notte? Ci proviamo

di Stefania Careddu, in Avvenire del 26 ottobre 2010


La Chiesa ha deciso di «riprendersi la notte» e di farne un momento educativo. Con linguaggi e modalità giovani. Sono diverse ormai le diocesi italiane che offrono ai ragazzi la possibilità di trascorrere serate di sano divertimento in discoteche e pub alternativi alle solite proposte commerciali. L’ultimo nato in ordine di tempo è sicuramente quello di Roma, inaugurato il 1° ottobre scorso. La porta affaccia su Vicolo del Grottino, una traversa di via del Corso. Una scala piuttosto ripida, illuminata da alcune lanterne, conduce in un seminterrato diviso in varie zone. L’atmosfera è quella del tipico locale notturno, eppure il «Centro giovanile Gp2» è molto di più. Un vero e proprio pub, con tanto di barman professionista, ma anche uno spazio multimediale dove ascoltare musica dal vivo, vedere un film o una mostra, navigare su Internet, assistere alla presentazione di un libro, chiacchierare o giocare alla play station.Voluto dal Servizio diocesano di pastorale giovanile e dalle Acli di Roma, alle quali è affidata la gestione, il «Gp2» (o come qualcuno lo ha già soprannominato «il pub del Papa») sarà aperto dal giovedì alla domenica dalle 19 alle 24, mentre nelle altre giornate sarà un centro ricreativo e d’ascolto e vedrà la presenza di esperti, psicologi, educatori e sacerdoti. Sebbene si trovi al di sotto della Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo non è una sala parrocchiale. Per dirla con le parole del direttore del Servizio diocesano di pastorale giovanile, don Maurizio Mirilli, è un «luogo in cui si può bere una birra, pensare, relazionarsi in modo sano»: È ormai un punto di riferimento per i giovani del quartiere della Barona, vicino ai navigli, a Milano, il «Barrio’s», centro sociale nato dall’esperienza di Comunità Nuova onlus di don Gino Rigoldi che coinvolge anche i giovani che vengono da fuori zona. Non solo bar-birreria, dunque, ma un locale polifunzionale con auditorium, aule multimediali, studio e riunioni, sale prove per attività di teatro e danza per realizzare attività culturali e musicali, educative e di integrazione sociale. Uno spazio che riempie il vuoto di una periferia milanese «povera» di offerte per i giovani. Un luogo dove accogliere anche chi ha solo la strada, prima di raccogliere i cocci; don Rigoldi questo lo sa bene dopo anni di impegno come cappellano al cercere minorile Beccaria.

mercoledì 3 novembre 2010

Essere prossimo

Il versetto di Genesi, quello in cui si parla della creazione dell'uomo, e su cui abbiamo lavorato in queste settimane, ci ha aiutato a riflettere su cosa vuol dire essere a "immagine di Dio" e a comprendere che tanto più viviamo nell'egoismo, nell'incapacità di donarci agli altri, di rispettare la dignità di ognuno, tanto meno viviamo la nostra umanità.
Il cartone animato che vi propongo è una attualizzazione di una parabola famosa, quella del "buon samaritano". Un ulteriore spunto per riflettere sui comportamenti che ci rendono veramente umani e, quindi, più vicini all'immagine che Dio ha voluto darci.

domenica 31 ottobre 2010

All Saints Party

Un'alternativa ad Halloween. Vi farà forse sorridere e penserete che la proff non è al passo con i tempi.
Vi dico allora che sono in buona compagnia. Leggete quanto affermava, proprio alla vigilia del 1 novembre, il filosofo Cacciari, a quel tempo sindaco di Venezia, al giornalista Paolo Conti (cliccando qui, trovate il testo completo):
Perché no a Halloween, professor Cacciari? «Semplicemente perché non possiede alcun collegamento con la cultura italiana, con le vere feste delle nostre radici. Certo, mi sembra che la potenza mediatica americana riesca a imporre benissimo nel resto del mondo anche un appuntamento come Halloween. Viene da dire: è la globalizzazione, amico mio. Ma noi possiamo ribattere: l’Italia è la patria di una meravigliosa tradizione come il Carnevale. Venezia dal ’400 vanta il più straordinario appuntamento carnevalesco dell’intera Europa, imitato con fatica in tutto il mondo. E quindi possiamo permetterci il lusso di dire no a Halloween, nella nostra città non si festeggia, grazie mille... ». Il filosofo sindaco di Venezia se la prende anche con altre festività da calendario: «Halloween alla fine è una delle tante feste finte, fintissime, inventate a puri scopi commerciali. Basta guardare le vetrine piene di oggetti tutti uguali per Halloween. Mi viene in mente la festa della mamma, del papà, dei nonni, e chi più ne ha più ne metta. Roba che fino a qualche decennio fa non esisteva ed è stata imposta artificialmente solo per far soldi». Cosa non le piace, a parte l’aspetto commerciale, della festa delle Streghe? «L’aspetto tenebroso, demoniaco, mortuario, quasi di decomposizione... Qui c’è il teschio, non il puer aeternus, allegro e sorridente, che è il simbolo del Carnevale».
Eccovi allora il vero senso della notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre: è la festa di Tutti i Santi.

venerdì 29 ottobre 2010

Ripassiamo la Riforma Protestante

Per verificare quanto avete imparato nel lavoro di gruppo in classe, vi propongo questo gioco.
Buon divertimento!
PS: non dimenticate di andare a rivedere quello che non sapete!!!
Come al solito, cliccate sull'immagine per avviare l'attività.

giovedì 28 ottobre 2010

Il Padre nostro

E' la preghiera  per eccellenza del cristiano e una sorta di vademecum per vivere da cristiani. Già Tertulliano, un padre della Chiesa che vive nel II secolo, lo definiva una sintesi dell'intero Vangelo. Per Cipriano, vescovo di Cartagine nel III secolo, nel Padre nostro sarebbero rappresentati gli elementi fondamentali del cristianesimo. Gregorio di Nissa, dottore della Chiesa del IV secolo, vedeva in questa preghiera un aiuto a vivere in modo giusto e appropriato, così da giungere all'essenza della propria umanità. Vedete, persone ben più autorevoli della vostra proff, affermano quello che avete sentito a scuola.
Per aiutarvi a conoscere un po' di più questa preghiera, vi ricordo che la Chiesa primitiva, quella cioè dei primi secoli, raccomandava ai cristiani di pronunciarla tre volte al giorno. La Didachè, detta anche Dottrina dei dodici apostoli e risalente al 100 circa, scorgeva nel Padre nostro la via per una vita giusta: attraverso la preghiera, lo spirito di Gesù poteva fluire nel cuore umano.
Del Padre nostro abbiamo due versioni: una la si trova nel Vangelo secondo Matteo, l'altra in quello secondo Luca. Sembra che sia stato proprio quest'ultimo a riportare più fedelmente le parole di Gesù, mentre in Matteo ci sarebbe già un'interpretazione teologica ed una stesura più poetica.
Vi lascio le due versioni del Padre nostro:

Mt 6, 9-13
Voi dunque pregate così:




 Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,


venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.


Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.

Lc 11,2-4
Ed egli disse loro: "Quando pregate, dite:



Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione".

mercoledì 27 ottobre 2010

Puoi ascoltare i post di profrel grazie a ReadSpeaker

Non so ci avete fatto caso, ma adesso, prima di ogni post trovate questa immagine





Di che si tratta? E' grazie a maestro Roberto (www.robertosconocchini.it) che ho scoperto una nuova funzionalità per il blog, quella cioè di ascoltare il testo di ogni articolo.
E' bastato registrarmi ed ora usufruisco della versione gratuita che, ovviamente, ha delle limitazioni rispetto a quella a pagamento, ma a me va bene così.
Spero di aver fatto cosa gradita anche ai miei alunni con difficoltà nella lettura, o a quelli un po' più pigri o indaffarati che così, in altre faccende affacendati, potranno comunque ascoltare gli articoli.

martedì 26 ottobre 2010

Il rosario

Forse non lo sapete, ma il rosario sta diventando un oggetto di moda. Nel sito del collega Cesar leggo che la cantante Shakira lo indossa, così come altri personaggi pubblici.
Il collega Loris ha pubblicato un interessante post sul rosario. Cliccando qui trovate la spiegazione di cosa sia il rosario, come utilizzarlo per la preghiera e se altre religioni utilizzano corone simili.
Nel video vi viene mostrato come costruire un rosario.

domenica 24 ottobre 2010

I martiri di Tibhirine

E' uscito anche in Italia il film "Uomini di Dio", che è diventato uno dei film più visti dai francesi (oltre due milioni e mezzo di spettatori).
Vi si racconta la vicenda dei sette monaci trappisti trovati decapitati nel monastero di Tibhirine, sulle montagne algerine dell’Atlante. Massacrati, nel maggio 1996, non si sa bene da chi. Forse dal Gia, il gruppo islamico armato che allora alimentava la guerra civile. Forse da un elicottero militare algerino, che avrebbe sparato scambiando i frati rapiti per guerriglieri (di conseguenza, decapitazione e sparizione dei corpi sarebbero state solo un macabro depistaggio). Il regista Xavier Beauvois non descrive il martirio, ma ci racconta le settimane precedenti, quelle in cui i sette monaci decidono di non abbandonare le attività che da anni svolgono in aiuto della popolazione musulmana, malgrado l’incalzare delle violenze e delle minacce. Non è un film sul fanatismo religioso, piuttosto il racconto di una scelta sofferta, difficile, motivata da ciascuno con un personale percorso di fede.
Il regista ci spiega che «il cuore del film è la forza morale di quei monaci, alcuni anziani e malati, che si trovarono di fronte al dilemma se partire o restare. In una situazione di tensione, tra esercito e fondamentalisti ai ferri corti, tra massacri e minacce, loro rimasero. Per testimoniare la parola di Dio, che in quel momento si fece sì per loro carne e sangue. In una società come quella di oggi, in cui nessuno vuol più rinunciare a nulla, l’idea del sacrificio è qualcosa che disturba».
Per due ore il film ci fa vivere dentro il piccolo monastero sperduto tra i monti dell’Algeria assieme ai frati benedettini che pregano e lavorano, fanno il miele e curano le ferite di chi bussa alla loro porta, anche se terrorista, in una quotidiana scelta di pace e tolleranza. Uomini che vivono la loro fede nella semplicità della vita di ogni giorno e che a quella fede si affidano, fino a perdere la vita.
Vi lascio il trailer del film.

venerdì 22 ottobre 2010

Ripassiamo: la Chiesa Ortodossa

Proviamo a vedere se ricordiamo quanto abbiamo studiato in classe sulla Chiesa ortodossa.
Cliccate sulle immagini e....attenti al tempo!
 

giovedì 21 ottobre 2010

Un sondaggio sul cellulare

C'è chi non ne può fare a meno, chi ancora non ce l'ha perchè i genitori tengono duro, chi lo usa per messaggiare, chi invece come calcolatrice, perchè tanto non ha nessuno da chiamare. Sto parlando del cellulare, di quella cosa che mi chiedo come si faceva quando non c'era.
L'ispirazione di inserire nel blog un sondaggio sul cellulare mi è venuta dal Messaggero dei Ragazzi (il link lo trovate a destra della pagina), che ha proposto ad alcuni ragazzi di farne a meno per una settimana.
Che ne dite? Partecipate al sondaggio?
L'esito potrà poi essere oggetto di discussione a scuola.


William hill bingoWinpalace casinoSONDAGGICasino reviewsSPINPALACE

mercoledì 20 ottobre 2010

Lottiamo contro i mostri

Chi sono i mostri di questo gioco?
Sono l’egoismo, l’intolleranza, il razzismo, e tanto altro ancora che ci impedisce di vivere in pienezza la nostra umanità. Ciò che caratterizza la persona umana nel disegno di Genesi è proprio l’essere stati creati a “immagine di Dio”(vedi il capitolo 1 al versetto 27)e quindi l’essere in grado di amare Dio e il prossimo nella libertà.
Non è facile vivere la fratellanza, il rispetto per l’altro. E’ facile invece perdere la nostra umanità nelle prepotenze, nel pregiudizio, nell’indifferenza. In attesa di approfondire il discorso a scuola, incominciamo a eliminare i mostri del gioco, ma proponiamoci per la vita di essere più attenti a non farci vincere da tutto quello che ci impedisce di vivere come fratelli.
Cliccate sull’immagine per avviare il gioco.
Sarebbe bene, prima di giocare, di rivedere il n. 66 del Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, cliccando qui.

lunedì 18 ottobre 2010

Le false divinità che distruggono il mondo

In occasione dell'apertura del primo Sinodo per il Medio Oriente il Pontefice ha proposto una meditazione sugli idoli del nostro tempo, che minacciano l'umanità.Ma chi o cosa sono questi idoli? Vi riporto alcune delle parole del Papa.

CAPITALI ANONIMI NUOVE SCHIAVITÙ


Il sangue dei martiri trasforma il mondo. Anche oggi, in questo momento in cui Cristo deve nascere per il mondo con la caduta degli dei, con il dolore dei testimoni. Pensiamo alle grandi potenze della storia di oggi, pensiamo ai capitali anonimi che schiavizzano l’uomo, che non sono più cosa dell’uomo (...), potere distruttivo che minaccia il mondo



IL DIO FALSO DEL TERRORISMO 

Un’altra forza distruttiva d’oggi?
Il potere delle ideologie terroristiche. Apparentemente in nome di Dio viene fatta violenza, ma non è Dio: sono false divinità che devono essere smascherate, che non sono Dio.




 LA DROGA, BESTIA VORACE E DISTRUTTIVA 

C’è poi la droga, un potere che, come una bestia vorace, stende le sue mani su tutte le parti della terra e distrugge: è una divinità falsa, che deve cadere.

 
L’OPINIONE PUBBLICA FORZA IDEOLOGICA
Un’altra ideologia? Il modo di vivere propagato dall’opinione pubblica: oggi si fa così, il matrimonio non conta più, la castità non è più una virtù e così via. Tutte queste ideologie che si impongono con forza sono divinità. Sono come correnti che dominano tutti e vogliono far scomparire la fede della Chiesa. Ma è la saggezza vera della fede semplice la forza della Chiesa e del retto vivere.

sabato 16 ottobre 2010

Dal sito della BBC interessanti informazioni sulle religioni

Vi interessa sapere quali ricorrenze celebrano le diverse religioni questo mese o negli altri? Volete provare la vostra conoscenza misurandovi con dei quiz sulle religioni?
Nel sito della BBC ho trovato alcune cose interessanti.
Cliccate sull'immagine per rispondere ai quiz. Avrete modo di misurarvi anche con il vostro inglese.
Non dimenticate di dare un'occhiata anche alle altre proposte.

venerdì 15 ottobre 2010

Mi ha afferrato la mano di Dio

"Sono stato con Dio e con il diavolo. Hanno litigato per avermi. Dio ha vinto, io ho preso la sua mano, la migliore. Non ha mai vacillato la mia certezza che Dio mi avrebbe tirato fuori".
(Mario Sepulveda, uno dei 33 minatori che, dopo 69 giorni, è "riemerso" con gli altri, da 700 metri di profondità  nelle viscere della terra; 13-14 ottobre 2010)

giovedì 14 ottobre 2010

Un'applicazione per creare graffiti

Volete creare dei graffiti? Per evitare multe, piuttosto salate, vi suggerisco di farlo solo online.

Street Art Games from Tate Kids è un'applicazione del Tate Modern, uno dei quattro musei della Tate Gallery di Londra, che permette di realizzare i propri graffiti sulle sue mura esterne. Potete così sperimentare le varie tecniche con cui si realizzano i graffiti.
Vi invito anche a dare  un'occhiata alle altre proposte che trovate nella sezione Tate Kids.
Buon divertimento!

mercoledì 13 ottobre 2010

Dislessici famosi

Reduce da un incontro di formazione curato da una collega di una delle scuole in cui insegno, vi propongo alcuni dei video che ci ha fatto vedere, per sensibilizzarci ai problemi dei bambini e ragazzi dislessici, ma anche per scoprire quali grandi talenti possano nascondersi in ognuno di loro, se non hanno avuto la fortuna di incontrare insegnanti ed educatori sensibili e capaci.


martedì 12 ottobre 2010

Sulla dislessia

Spesso sentiamo parlare di dislessia che è un disturbo che rende estremamente difficile la lettura e la scrittura. I bambini dislessici non sono meno intelligenti, ma proprio perchè fanno più difficoltà a leggere e scrivere, per loro la scuola non è semplice. Ma, avete una vaga idea di cosa vuol dire essere dislessici?
Avevo visto, diverso tempo fa, nel blog di Maria Grazia, alcuni filmati che parlano della dislessia.

Si tratta di 10 video tradotti in italiano e prodotti dalla Eagle Hill School Outreach.
Le problematiche in genere riferibili ai DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) vengono presentate attraverso una modalità semplice e chiara, utile sia ai docenti, ai genitori, agli stessi compagni di classe digli alunni dislessici. Ci aiutano a conoscere come i bambini e ragazzi interessati da questo problema vivono la realtà scolastica ed il mondo delle loro relazioni.

lunedì 11 ottobre 2010

A immagine di Dio: completiamo il testo

Propongo alle classi prime il testo tratto dal Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica che abbiamo già conosciuto (si tratta del brano che ci spiega cosa vuol dire che l'uomo e la donna sono creati a immagine di Dio). Questa volta dovete ricomporlo, trascinando le parole al posto giusto.
Cliccate sull'immagine.